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Economia 1 min di lettura2 ore fa

Pensioni, nel 2027 il conto sale a 366,5 miliardi: perché

Il Documento programmatico di finanza pubblica stima un incremento del 4,19%, legato soprattutto all’adeguamento degli assegni al costo della vita.

Nel 2027 la spesa previdenziale raggiungerà 366 miliardi e 540 milioni di euro. La previsione indica un incremento di 14 miliardi e 740 milioni rispetto all’anno precedente, pari al 4,19%, e considera invariata la normativa attuale.


L’aumento dipende dalle regole attuali

La cifra è contenuta nel Documento programmatico di finanza pubblica e fotografa lo scenario valido in assenza di nuove decisioni sul sistema pensionistico. Eventuali interventi inseriti nella prossima legge di bilancio potrebbero quindi modificare la stima oggi indicata.

Il dato del 2027 va letto, dunque, come una proiezione costruita sulla legislazione vigente. Il confronto con il 2026 evidenzia comunque una crescita consistente dell’esborso complessivo a carico della finanza pubblica.

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Oltre dieci miliardi per gli assegni

A spiegare la parte principale dell’incremento è la perequazione collegata all’inflazione. Per il recupero del potere d’acquisto delle pensioni sono previsti più di 10 miliardi di euro.

L’adeguamento rappresenta quindi il fattore centrale nella variazione della spesa stimata per il prossimo anno. Il resto dell’aumento concorre a portare il totale dai livelli del 2026 ai 366 miliardi e 540 milioni indicati per il 2027.

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