Paesi Ocse, elettricità con il 30% di CO2 in meno
Dal 2000 la produzione è salita quasi del 20%, mentre il carbone ha dimezzato le emissioni del settore
Le centrali elettriche dei Paesi Ocse hanno ridotto di circa il 30% le emissioni di CO2 tra il 2000 e il 2025, pur producendo quasi il 20% di elettricità in più. Il dato emerge dall’ultima analisi dell’Agenzia internazionale dell’energia.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il calo legato al carbone
Nel periodo considerato, le emissioni degli impianti alimentati a carbone sono scese da circa 3,7 miliardi a meno di 1,9 miliardi di tonnellate. Il contributo del combustibile si è quindi quasi dimezzato, mentre una parte della generazione è stata trasferita al gas naturale e alle fonti rinnovabili.
Il gas emette meno CO2 per ogni unità di elettricità prodotta rispetto al carbone, ma il suo utilizzo ha comunque accresciuto il peso di questa fonte nel bilancio emissivo del comparto. La riduzione complessiva ha portato a un calo dell’intensità carbonica, cioè delle emissioni associate a ciascun kilowattora generato.
I dati dell’Agenzia internazionale
Il risultato è contenuto nell’edizione 2026 dell’Energy and Carbon Tracker, lo strumento dell’Agenzia internazionale dell’energia che ricostruisce l’evoluzione delle emissioni, consente il confronto tra Paesi e misura i progressi della decarbonizzazione.
L’aggiornamento comprende anche i dati sulle emissioni di gas serra collegate all’energia, organizzati secondo i criteri del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. Le cifre indicano che nei Paesi Ocse le centrali sono passate da circa 5 miliardi di tonnellate di CO2 nel 2000 a circa 3,5 miliardi nel 2025.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Le differenze tra le aree
A livello globale, nel 2024 le industrie energetiche hanno prodotto circa il 38% delle emissioni di gas serra legate all’energia. I trasporti hanno contribuito per circa il 21%, mentre manifattura e costruzioni si sono attestate intorno al 18%.
Nei Paesi Ocse la quota delle industrie energetiche è stata pari a circa il 32% delle emissioni energetiche complessive. Nell’Asia non Ocse, senza la Cina, ha invece superato il 40%; nelle Americhe non Ocse il peso maggiore è ricaduto sui trasporti.
La transizione resta disomogenea
I dati mostrano quindi progressi più marcati nella generazione elettrica delle economie avanzate, ma anche velocità diverse tra le regioni. La presenza ancora significativa dei combustibili fossili continua a incidere sulle emissioni del settore.
Per ottenere ulteriori riduzioni sarà necessario sostituire più rapidamente le fonti fossili e intervenire anche sulla domanda di energia dell’industria e dei trasporti.
Continua a leggere
Famiglie numerose, sconto sul bollo e 55 milioni di costi
Dal 2027 niente tassa per una vettura sotto gli 80 kW; l’agevolazione potrà costare 2,4 miliardi l’anno
Marvell compra Lumentum per 115 miliardi di dollari
L’intesa nella Silicon Valley rafforza i collegamenti ottici dei centri dati e sarà completata entro metà 2028
Carlo Bonomi confermato vicepresidente mondiale dell'Ufi fino al 2029
La decisione unanime è arrivata in Bahrain; nel nuovo mandato entrerà anche nel comitato esecutivo dell’organizzazione
Europcar cambia l’auto prenotata e addebita 200 euro
All’aeroporto di Brindisi era stata richiesta una Volkswagen T-Roc automatica, ma è stata consegnata una Toyota