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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Napoli, 200 beni archeologici già segnalati per l’adozione

La Città metropolitana raccoglie proposte da Comuni, cittadini e imprese: candidature aperte fino a febbraio

La Città metropolitana di Napoli ha ricevuto circa 200 segnalazioni per il progetto “Adotta un bene archeologico”. Le proposte sono arrivate in meno di quattro mesi e riguardano siti da recuperare e valorizzare.

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Le prime proposte ricevute

L’iniziativa è rivolta a Comuni, cittadini e imprese, chiamati a indicare testimonianze archeologiche conosciute oppure ancora poco note. La raccolta delle candidature resterà aperta fino a febbraio, quando terminerà la manifestazione di interesse promossa dall’ente.

Vincenzo Cirillo, consigliere metropolitano delegato alla promozione del territorio, ha riferito che sono giunte anche ipotesi già strutturate. Alcune prevedono la formazione di organismi composti da soggetti pubblici e privati, pronti a occuparsi dei beni individuati.


Il patrimonio dei 92 Comuni

Il progetto è stato illustrato a Paestum durante la XXVIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. La Città metropolitana intende collegare i siti minori ai luoghi riconosciuti dall’Unesco e utilizzare, per le politiche culturali, una parte dei 10 milioni di euro destinati al settore.

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Il territorio comprende 92 Comuni, ciascuno con almeno una testimonianza del passato: tra queste figurano ville romane, necropoli, ipogei, resti di acquedotti e insediamenti antichi. Gaetano Manfredi ha spiegato che molti di questi luoghi rimangono fuori dai percorsi turistici e sono poco conosciuti anche dalle comunità locali.


Tutela e valorizzazione

La grande quantità di siti rende complessa una gestione complessiva. Per i beni più piccoli, dai quali è difficile ottenere entrate, l’obiettivo immediato è spesso garantirne la conservazione; il programma punta invece a costruire forme di collaborazione che ne migliorino anche la conoscenza.

Secondo Manfredi, l’insieme delle testimonianze fa dell’area metropolitana napoletana il territorio con la maggiore densità archeologica d’Italia, per numero ed estensione dei siti rispetto alla superficie. Le nuove adesioni raccolte nei prossimi mesi serviranno a definire gli interventi sui beni indicati.

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