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Economia 3 min di lettura1 ora fa

Mps-Intesa, il voto dei soci può cambiare tutto: cosa succede ora

La proposta di Ca’ de Sass attende il via libera delle autorità, mentre Delfin orienta il proprio 17,5% verso l’operazione e Siena prepara la risposta

L’operazione di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena entra nella fase delle autorizzazioni, con un passaggio decisivo atteso tra metà e fine ottobre presso la Bce. Dopo il pronunciamento dell’Eurotower, il dossier dovrebbe arrivare in Consob e l’offerta potrebbe partire entro la fine di novembre; nello stesso periodo è atteso anche il parere dell’Antitrust, seguito dalla valutazione sul potere speciale dello Stato.

Ca’ de Sass guarda inoltre alla reazione del territorio senese e toscano. La banca guidata da Carlo Messina sostiene che il progetto non punti a smembrare Mps, ma a trasformarlo nel centro di un polo bancario più grande e rilevante rispetto alle dimensioni attuali.


Il calendario mette tutti alla prova

Le prossime settimane saranno scandite da appuntamenti capaci di influenzare gli equilibri dell’operazione. Gli investitori seguiranno anzitutto l’andamento del titolo in Borsa dopo il rilancio annunciato da Intesa, mentre un altro passaggio importante riguarderà i pareri di Iss e Glass Lewis sulle decisioni che l’assemblea di Siena dovrà assumere.

Le indicazioni dei consulenti per il voto pesano soprattutto sulle scelte dei grandi fondi, che spesso ne seguono le raccomandazioni. Nel capitale di Mps figurano BlackRock, con una partecipazione vicina al 5%, Vanguard al 3,1%, Norges al 3% e Amundi all’1,1%. Il gruppo Caltagirone, titolare del 13,5%, potrebbe chiarire a breve il proprio orientamento; il Ministero dell’Economia e delle Finanze, invece, non parteciperà all’assemblea e non depositerà il suo 4,9%.


L’offerta cambia il confronto su Mps

La decisione più recente di Intesa è arrivata con un aumento di 25 centesimi della componente in denaro dell’Opas. Il miglioramento scatterebbe se gli azionisti del Monte respingessero nel complesso il piano difensivo promosso da Luigi Lovaglio, una condizione che rende ancora più rilevante la scelta dei soci.

Per il gruppo di Messina, l’assemblea del 29 ottobre assumerà quindi il valore di un «vero e proprio referendum». In quella sede si voterà sulle offerte rivolte a Banco Bpm e Banca Generali, sul trasferimento a Mps della partecipazione in Generali detenuta da Mediobanca e sulla successiva fusione dell’istituto di Piazzetta Cuccia.


Delfin orientata verso Ca’ de Sass

Tra i primi azionisti ad aver maturato una posizione c’è Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio. La società, che controlla il 17,5% di Mps, ha riunito il proprio consiglio di amministrazione dopo l’annuncio di Intesa e, secondo quanto emerso, avrebbe espresso un orientamento favorevole all’Opas.

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La posizione di Delfin potrebbe avere un peso significativo nel confronto tra i soci, soprattutto in una compagine azionaria dove sono presenti numerosi investitori istituzionali. Resta invece ancora da conoscere la risposta ufficiale di Monte dei Paschi alla modifica proposta da Intesa.


Il nodo delle due strategie

Nel documento approvato dal consiglio di amministrazione, Intesa ha contrapposto la propria proposta, sostenuta da un progetto industriale definito e da una prospettiva di crescita per gli azionisti, alle operazioni annunciate da Mps. Secondo la banca, queste ultime presentano un impianto più articolato e rendono complesso valutare separatamente ciascun passaggio.

Il consiglio ha inoltre indicato alcune possibili conseguenze del piano di Lovaglio, tra cui il rischio di compromettere l’autonomia di Generali, che a giudizio di Intesa sarebbe stata tutelata da Mediobanca per decenni. Se i soci approvassero integralmente la strategia del Monte, l’offerta di Messina diventerebbe «definitivamente inefficace».


La scelta decisiva resta agli azionisti

L’iniziativa di Intesa nasce dunque anche dall’esigenza di rendere più netto il confronto in vista del voto. Da una parte c’è l’Opas di Ca’ de Sass, che la banca presenta come un progetto unitario; dall’altra, il percorso sostenuto da Siena, articolato tra acquisizioni, partecipazioni e fusione.

La reazione di Mps non è ancora arrivata ufficialmente, ma è attesa a breve. Intanto, l’orientamento di Delfin e le prossime indicazioni dei grandi investitori potranno contribuire a definire il quadro prima dell’assemblea del 29 ottobre.

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