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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Mps, il voto si avvicina: Lovaglio punta su Mediobanca, Banco Bpm valuta l’astensione

A Siena il 29 ottobre si decide la partita, mentre i vertici di Mps e Banco Bpm seguono strategie opposte sul futuro dell’istituto

Il 29 ottobre l’assemblea degli azionisti di Mps potrebbe sancire un esito ormai largamente atteso, con Intesa Sanpaolo destinata a imporsi. Prima del voto, però, Luigi Lovaglio prova a riaprire la partita indicando nella fusione con Mediobanca l’ultima possibile carta per il Monte dei Paschi.

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Lovaglio cerca una via alternativa

L’amministratore delegato di Mps guarda dunque all’integrazione con Mediobanca come a una prospettiva capace di cambiare gli equilibri. La proposta arriva alla vigilia dell’assemblea senese, chiamata a formalizzare il risultato della contesa sull’istituto.

La strategia di Lovaglio si contrappone a quella valutata da Banco Bpm, che sta prendendo in considerazione l’ipotesi di non esprimersi nel voto. Il tema resta tuttavia aperto e non è ancora certo quale posizione verrà adottata.

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Banco Bpm diviso sul voto

L’amministratore delegato Giuseppe Castagna apparirebbe orientato a partecipare all’assemblea del 29 ottobre. Una scelta che, secondo il quadro delineato, non coinciderebbe con le preferenze di alcuni azionisti di Banco Bpm, più favorevoli a un’assenza o all’astensione.

La decisione finale potrebbe quindi diventare un passaggio rilevante nella sfida attorno a Mps. Da una parte Lovaglio insiste sull’ipotesi Mediobanca; dall’altra Banco Bpm deve chiarire se prendere parte al confronto o lasciare che il voto proceda senza il proprio intervento.

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