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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Mirafiori, la 500 non basta: Fiat prepara una seconda auto

Arnauld Belloni conferma il lavoro su un nuovo modello per Torino e rilancia il ruolo della 500 come simbolo dell’identità italiana di Fiat.

La 500 resterà il riferimento centrale della strategia Fiat, ma il futuro dello storico stabilimento torinese potrebbe non dipendere da una sola vettura. “La Cinquecento è un’icona. È uno dei principali strumenti di influenza dell’Italia. Darò una nuova generazione alla Cinquecento. È la nostra Porsche 911, è il nostro gioiello”, ha affermato Arnauld Belloni.


La 500 resta il simbolo Fiat

Il nuovo amministratore delegato di Fiat, Lancia e Abarth considera la 500 molto più di un modello della gamma. Nelle sue parole, l’utilitaria rappresenta un elemento riconoscibile dell’identità nazionale e continuerà a occupare una posizione strategica nei progetti futuri dell’azienda.

Belloni ha anche ribadito il legame personale con Torino e con l’Italia. Di origine italiana, pur essendo francese, ha ricordato che i nonni emigrarono dall’Italia in Francia e ha spiegato di recarsi nel capoluogo piemontese ogni settimana per lavorare con il gruppo dirigente.


Torino attende il secondo modello

Proprio a Mirafiori Stellantis sta valutando l’assegnazione di una nuova vettura oltre alla 500. Belloni ha mantenuto prudenza sui dettagli, ma ha confermato che il progetto è concreto: “È ancora presto, ma non voglio mentire: ci sarà un secondo modello oltre all’attuale. Ci stiamo lavorando molto seriamente”.

L’orizzonte indicato è quello del piano 2030, all’interno del quale potrebbe trovare spazio il nuovo veicolo. Non sono ancora stati comunicati né il calendario preciso né le modalità produttive, ma l’arrivo potrebbe avvenire anche prima della scadenza del piano.

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Un progetto piccolo e moderno

Il lavoro sulla gamma Fiat non riguarda necessariamente soltanto Mirafiori. Belloni ha parlato anche di un’automobile dalle dimensioni estremamente contenute, ispirata nello spirito alla 2CV ma sviluppata con linee e contenuti contemporanei. L’obiettivo, ha spiegato, è creare una vettura molto competitiva e dotata di un forte richiamo estetico.

Sul ruolo dell’Italia nella produzione, l’amministratore delegato è stato netto: “Voglio costruire auto in Italia e voglio costruire auto a Torino. Fiat è Fiat grazie a Torino e Fiat è Fiat grazie all’Italia”. Ha inoltre ricordato di aver lavorato per 11 anni in Fiat durante l’epoca di Marchionne.


Mirafiori tra calo e cassa integrazione

L’ipotesi di un secondo modello arriva mentre lo stabilimento torinese attraversa una fase difficile. La 500, compresa la variante ibrida, ha avuto risultati inferiori alle attese e la produzione annuale dovrebbe fermarsi sotto quota 60 mila vetture, lontana dalle previsioni iniziali di oltre 100 mila.

La contrazione del mercato e le difficoltà nel rifornimento dei motori da parte di Teksid hanno portato a numerosi periodi di cassa integrazione per i lavoratori. Anche Cassino resta sotto osservazione: nei primi nove mesi la fabbrica ha realizzato meno di 9 mila veicoli. Le organizzazioni sindacali e le istituzioni chiedono quindi a Stellantis nuove garanzie per gli impianti italiani.

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