Metano, il Parlamento Ue sposta il traguardo al 2031: cosa cambia
Con 341 voti contro 225, l’Eurocamera chiede più tempo per gli importatori di combustibili fossili, ma la proroga dovrà ancora essere concordata con il Consiglio
La sicurezza degli approvvigionamenti e le tensioni sui mercati energetici spingono il Parlamento europeo a rallentare l’applicazione delle norme sulle emissioni di metano. Con una maggioranza non ampia, l’assemblea ha chiesto di posticipare di tre anni alcuni adempimenti per chi importa gas naturale, petrolio e carbone nell’Unione europea.
Il voto si è chiuso con 341 consensi, 225 contrari e 6 astensioni. La proposta parlamentare va oltre quella della Commissione europea, che aveva indicato uno slittamento limitato a dodici mesi. L’iter, comunque, non è concluso: ora servirà un accordo con il Consiglio dell’Unione europea.
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Il nuovo calendario per gli importatori
Se la modifica sarà confermata, le imprese avranno tempo fino al 31 maggio 2031 per provare che i contratti di fornitura sottoscritti o rinnovati dal 4 agosto 2024 rispettano requisiti equivalenti a quelli europei per la misurazione, la comunicazione e il controllo delle emissioni.
Anche il primo obbligo relativo all’intensità delle emissioni di metano dei combustibili fossili venduti nel mercato comunitario verrebbe rinviato. La scadenza passerebbe dal 2029 al 5 agosto 2031, mentre alcuni obblighi di verifica a carico degli operatori europei del comparto petrolifero e del gas slitterebbero anch’essi di tre anni.
Una deroga che non vale per tutti
Il differimento alleggerirebbe nell’immediato il carico sugli importatori europei e offrirebbe ai produttori esteri più tempo per predisporre sistemi di rilevazione e certificazione adeguati. Il provvedimento inciderebbe quindi sull’intera catena di approvvigionamento, dai fornitori internazionali agli operatori attivi nell’Unione.
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Resterebbero fuori dalla proroga le merci provenienti da Paesi colpiti da sanzioni europee che impediscono o restringono l’acquisto di gas, petrolio e carbone. Per queste forniture continuerebbero a valere le date fissate dal regolamento originario, entrato in vigore il 4 agosto 2024.
La normativa sul metano era stata concepita come uno degli interventi più incisivi dell’Unione per ridurre l’impatto climatico del settore energetico, coinvolgendo anche le filiere dei Paesi esportatori. Il voto parlamentare non cancella gli obiettivi del regolamento, ma ne rivede i tempi alla luce delle preoccupazioni sulla continuità delle forniture, alimentate anche dal conflitto in Medio Oriente.
Prima che il rinvio diventi definitivo, Parlamento e Consiglio dovranno trovare una posizione comune sul testo. Solo dopo il negoziato potrà arrivare l’approvazione finale.
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