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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Mercati, la tensione sui titoli di Stato si allenta: cosa succede ora

Le Borse del continente avanzano mentre scendono petrolio, gas e rendimenti sovrani; Milano corre grazie soprattutto a Stellantis, Technoprobe e Prysmian.

La seduta europea prende una direzione positiva dopo le incertezze iniziali. Gli investitori sembrano aver ridimensionato la pressione sui titoli di Stato, mentre l'attesa si concentra sui nuovi dati sull'occupazione negli Stati Uniti: numeri capaci di influenzare le prossime mosse della Federal Reserve sui tassi.


Azioni in rialzo, energia sotto pressione

L'indice Stoxx 600 guadagna circa lo 0,5%, sostenuto soprattutto dai comparti tecnologico e industriale. Tra le principali piazze, Milano sale dello 0,77%, Parigi dello 0,8% e Francoforte dello 0,86%; più contenuti i progressi di Londra, a +0,52%, e Madrid, a +0,53%.

A Piazza Affari brillano Stellantis, in aumento del 4,68%, Technoprobe, che avanza del 4,23%, e Prysmian, in progresso del 4%. Segno opposto per Unicredit (-0,47%), Bper (-0,41%) e Fincantieri (-0,44%). Più deboli, nel quadro generale, risultano i titoli finanziari e quelli legati all'energia.


Rendimenti in calo e spread stabile

Il rientro della tensione sul mercato obbligazionario emerge dai rendimenti in discesa. Il decennale italiano si colloca al 4,64%, l'Oat francese scende sotto il 4,9% e il Bund tedesco si attesta al 3,44%.

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Dopo aver toccato 126 punti base nelle prime fasi della giornata, il differenziale tra Btp e Bund torna intorno a quota 120. Anche le materie prime energetiche arretrano: il Wti perde il 2,75% a 90 dollari al barile, mentre il Brent lascia sul terreno l'1,9% e scende a 100 dollari. In calo del 3% anche il gas, a 71,7 euro per megawattora.


Dollaro più debole sull'euro

Sul mercato valutario la moneta unica si rafforza nei confronti del dollaro. L'euro viene scambiato a 1,1258 dollari.

L'attenzione resta intanto rivolta al mercato del lavoro statunitense. L'esito del dato sull'occupazione potrebbe modificare le aspettative degli operatori sul percorso futuro dei tassi della Federal Reserve, con possibili riflessi sia sulle azioni sia sui titoli di Stato.

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