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Economia 2 min di lettura5 giorni fa

Marina, via al progetto da 3,7 miliardi: cosa cambia con i Ddx

Orizzonte Sistemi Navali ha firmato con Occar l’intesa per due cacciatorpedinieri di nuova generazione: consegne nel 2033 e nel 2035, con ricadute industriali e tecnologiche per Fincantieri e Leonardo.

La firma del contratto apre per l’Italia una fase nuova nella difesa navale, con effetti che vanno oltre le due unità previste. Per Orizzonte Sistemi Navali, la joint venture tra Fincantieri e Leonardo, l’intesa rappresenta anche un passaggio industriale di peso, destinato a coinvolgere filiera, occupazione qualificata e capacità tecnologiche.


Un programma che vale per l’intero settore

Giovanni Sorrentino, amministratore delegato di Orizzonte Sistemi Navali, ha sottolineato che il Ddx segna per il Paese un salto generazionale nelle capacità marittime. Nel suo commento ha parlato di un’iniziativa che vale molto più della costruzione di due navi, perché nasce dall’incontro tra eccellenze industriali nazionali, Marina Militare e Occar.

Secondo Sorrentino, l’accordo può produrre un ritorno significativo sul piano industriale e tecnologico. La società punta infatti a consolidare competenze e innovazione lungo tutta la catena produttiva, rafforzando un patrimonio strategico che interessa l’intero Sistema Paese.


Il contratto e la struttura economica

L’intesa, siglata con Occar, riguarda due cacciatorpedinieri Ddx di nuova generazione destinati alla Marina Militare. Il valore complessivo è di 3,7 miliardi, circa 1,3 miliardi dei quali in opzione.

Nel perimetro dell’accordo rientrano sviluppo, produzione, studi logistici e initial in service support. La nota diffusa dalle società spiega che nelle prossime settimane Orizzonte Sistemi Navali chiuderà i contratti di sub-fornitura con Fincantieri e Leonardo.

A Fincantieri toccherà un pacchetto da circa 1,8 miliardi, di cui circa 800 milioni in opzione. Per Leonardo il valore sarà di circa 1,7 miliardi, con circa 480 milioni in opzione.

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Le consegne e le parole dei vertici

La prima unità è attesa nel 2033, mentre la seconda dovrebbe arrivare nel 2035. Le tre aziende hanno descritto la firma come l’avvio ufficiale di uno dei programmi più rilevanti per il futuro della componente navale della Difesa italiana, indicando anche un salto generazionale.

Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, ha definito il Ddx un passaggio strategico per il gruppo e per l’industria nazionale. Nel suo intervento ha parlato di un programma tra i più importanti avviati in Italia negli ultimi anni, capace di rafforzare la leadership dell’azienda nella difesa navale.

Lorenzo Mariani, ad di Leonardo, ha collegato la partecipazione al progetto alla fiducia della Marina nelle tecnologie sviluppate dal gruppo. Ha spiegato che i continui investimenti hanno portato a architetture digitali e di sistema pensate per operare in contesti complessi e per sostenere decisioni rapide lungo l’intera catena di comando.


Il ruolo di Occar e la cornice europea

Occar, cioè l’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti, è la struttura europea che gestisce i programmi condivisi tra i Paesi membri nel campo della difesa. In questo caso ha fatto da controparte a un’operazione che coinvolge industria italiana e Marina Militare.

Per le aziende, il progetto Ddx conferma anche la possibilità per la difesa nazionale di esprimere competenze innovative in forma coordinata. Nel quadro delineato oggi, il risultato viene letto come un tassello utile a rafforzare autonomia tecnologica, competitività e posizionamento dell’Italia nel settore navale militare europeo.

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