613notizie oggi Scopri i vantaggi
Economia 2 min di lettura1 ora fa

Manovra, la Cgil: più povertà e declino per l’Italia

Il sindacato contesta misure su fisco, pensioni, sanità e scuola e conferma lo sciopero generale del 20 novembre.

La Cgil boccia la manovra di bilancio appena pubblicata e accusa il governo di aggravare l’impoverimento del Paese. Secondo il sindacato, le misure non rispondono alle difficoltà economiche di famiglie e imprese.

Offerta del giorno31 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 61 giorni
********


Le critiche su fisco e pensioni

Il sindacato contesta innanzitutto l’assenza di interventi per il 92% delle persone che vivono di stipendio o pensione. Per i redditi compresi tra 50.000 e 55.000 euro sarebbe prevista una riduzione dell’Irpef tra 100 e 500 euro, limitata però a un solo anno. Al contrario, la tassa piatta verrebbe estesa in modo permanente ai professionisti con redditi fino a 100.000 euro.

Nel mirino finiscono anche la rivalutazione degli assegni previdenziali, ridotta secondo la Cgil tra il 15% e il 68%, e l’aumento dell’età pensionabile. Il percorso partirebbe a gennaio 2027 e porterebbe nel 2029 a richiedere 67 anni e 6 mesi di età oppure 43 anni e 4 mesi di contributi. «Siamo oltre le peggiori aspettative: si accelerano il declino del Paese e l’impoverimento della maggioranza dei cittadini», sostiene il sindacato.


Sanità e scuola sotto pressione

Per la sanità la legge di bilancio mette a disposizione 2,4 miliardi, una somma che, secondo la Cgil, sarebbe destinata in larga parte alle strutture private convenzionate e alle aziende farmaceutiche. A questi fondi si aggiungerebbero 1,6 miliardi collegati ai bonus per gli over 75, con ricadute indirette sulla sanità privata.

L’organizzazione ritiene che le risorse non bastino a compensare l’inflazione, ad assumere il personale necessario per l’assistenza territoriale e a rendere pienamente operativi gli investimenti del Pnrr. La quota del fabbisogno sanitario nazionale sul Pil scenderebbe inoltre dal 6,14% del 2026 al 5,83% del 2029. Per la scuola pubblica sono indicati 4.925 docenti e 2.049 lavoratori amministrativi, tecnici e ausiliari in meno dal prossimo anno scolastico, mentre resterebbero i finanziamenti alle scuole paritarie.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Inflazione e mobilitazione

La Cgil collega la manovra a una situazione economica segnata dall’inflazione al 5,4% in ottobre e da un tasso acquisito per l’anno pari al 3,4%. Richiama inoltre il drenaggio fiscale, che dopo aver superato i 30 miliardi nel periodo 2022-2025 aumenterebbe di almeno altri 4,5 miliardi nel 2026.

Tra gli altri elementi citati figurano la diminuzione dei salari reali, la crescita ferma nel terzo trimestre, la nuova frenata della produzione industriale e il gas oltre i 100 euro. La Cgil segnala anche l’assenza di un piano per sostituire gli investimenti del Pnrr e stima, sulla base dei dati del Mef, un contributo quasi nullo alla crescita nei prossimi tre anni.

Il sindacato critica infine l’aumento dell’indebitamento destinato a finanziare 14,4 miliardi di maggiori spese militari nel prossimo biennio. «Non intendiamo rassegnarci a questo futuro», afferma la Cgil, che ha confermato lo sciopero generale del 20 novembre con lavoratori, pensionati e giovani.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere