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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Manovra, il voto finale entro il 31 dicembre

Il testo arriverà a Montecitorio all’inizio di novembre; audizioni e modifiche precederanno il passaggio a Palazzo Madama.

La legge di bilancio dovrà essere approvata entro il 31 dicembre. Il mancato via libera entro quella data farebbe scattare l’esercizio provvisorio.

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Le scadenze europee

Il 24 novembre la Commissione europea diffonderà il proprio giudizio sul Documento programmatico di bilancio italiano e su quelli degli altri Paesi dell’area euro, nell’ambito del semestre europeo.

A Palazzo Madama il testo dovrà poi essere approvato nella stessa versione votata dalla Camera. Negli ultimi anni, la seconda lettura è arrivata senza modifiche sostanziali; eventuali cambiamenti imporrebbero un ulteriore passaggio parlamentare.


Il percorso prende forma

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri è giunto in Parlamento otto giorni oltre la scadenza indicata dalla legge per l’invio alle Camere. Il termine del 20 ottobre non è vincolante, ma il ritardo riduce lo spazio disponibile per l’esame.

Il deposito del provvedimento è previsto all’inizio della prossima settimana. Da quel momento potrà partire formalmente il lavoro parlamentare sulla manovra.


L’esame a Montecitorio

Per effetto dell’alternanza tra i due rami del Parlamento, quest’anno la prima lettura si svolgerà alla Camera. La commissione Bilancio dovrebbe avviare l’iter martedì 3 novembre, con il coinvolgimento delle altre commissioni sulle materie di rispettiva competenza.

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Le audizioni sono calendarizzate dal 5 al 12 novembre. In quei giorni saranno ascoltati, tra gli altri, Istat, Banca d’Italia, organizzazioni sindacali e rappresentanti delle categorie economiche. Il ciclo dovrebbe concludersi con l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.


Modifiche e voto in aula

La finestra ipotizzata per la presentazione degli emendamenti parlamentari termina il 17 novembre. Per queste proposte sarebbe disponibile una quota di circa 300 milioni di euro.

Dopo aver valutato le richieste dei gruppi, il governo potrebbe riunire le modifiche accolte in un maxiemendamento. Il testo passerebbe quindi dall’esame della commissione all’aula, dove l’esecutivo avrebbe anche la possibilità di porre la questione di fiducia.


Il passaggio al Senato

Dopo il voto della Camera, il provvedimento sarà trasmesso al Senato per la seconda lettura. Se Palazzo Madama lo approvasse senza interventi, l’iter potrebbe concludersi con il via libera definitivo.

Qualsiasi modifica introdotta al Senato richiederebbe invece un nuovo esame a Montecitorio. Camera e Senato devono infatti approvare un testo perfettamente identico entro la fine dell’anno.

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