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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Lula, il voto scuote i mercati: Ibovespa giù del 17%

Il real perde terreno, il rischio-Paese aumenta e le contrattazioni vengono sospese per arginare le vendite sugli asset brasiliani.

L'aumento del rischio percepito sul Brasile rende più oneroso per lo Stato e per le imprese raccogliere capitali sui mercati internazionali. L'indicatore che misura la fiducia degli investitori nella solidità finanziaria del Paese è salito del 27% alle 10:34, ora locale, segnalando una maggiore cautela sulla capacità di rispettare gli impegni finanziari.

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Il rischio-Paese spaventa gli investitori

La brusca variazione riflette il peggioramento del clima sui mercati brasiliani dopo l'esito delle urne. Un livello più elevato del rischio associato al Paese può tradursi in interessi maggiori per ottenere finanziamenti dall'estero, sia per il governo sia per le aziende.

La tensione ha coinvolto contemporaneamente valuta, azioni e strumenti legati ai tassi. Nella mattinata, dunque, non è stato soltanto il listino azionario a registrare movimenti estremi.


Vendite record e scambi congelati

L'indice Ibovespa ha perso il 17% nella seduta successiva alla vittoria di Lula, una caduta che ha spinto gli operatori ad attivare il meccanismo automatico di sospensione degli scambi. La misura serve a interrompere temporaneamente la pressione di acquisto e vendita e a concedere al mercato un intervallo per riassorbire gli squilibri.

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Il blocco riguarda azioni, derivati e obbligazioni private a reddito fisso. Un intervento analogo non veniva disposto da marzo 2020, quando la crisi sanitaria legata al coronavirus aveva provocato forti oscillazioni sui mercati mondiali.


Real e tassi sotto pressione

Intorno alle 10:20, sempre secondo l'orario locale, il dollaro ha guadagnato il 12,04% nei confronti del real, arrivando a quota 5,597. Nello stesso arco della seduta sono aumentati fino a 260 punti base anche i tassi dei contratti DI, strumenti utilizzati per anticipare l'andamento futuro del costo del denaro.

La reazione simultanea dei diversi comparti ha evidenziato l'ampiezza della volatilità seguita al risultato elettorale. La sospensione delle contrattazioni è stata quindi adottata mentre gli operatori valutavano le conseguenze del nuovo quadro politico sulle prospettive economiche e finanziarie del Brasile.

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