Lavoro, ottobre riaccende le assunzioni: oltre 539mila ingressi
Le imprese prevedono 1,35 milioni di nuovi rapporti nel trimestre, ma più di tre offerte su quattro restano lontane dal tempo indeterminato.
La quota più consistente delle opportunità previste dalle imprese non offre un posto stabile: il 78,2% dei rapporti dovrebbe passare da collaborazione, somministrazione o contratto a tempo determinato. Soltanto il 21,8% degli ingressi programmati riguarda invece posizioni a tempo indeterminato.
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Turismo ancora in prima fila
A trainare la richiesta di personale sono soprattutto alloggio, ristorazione e servizi legati al turismo. Per questi comparti le aziende indicano circa 94.500 possibili inserimenti, un dato che li colloca al vertice sia per numero di occasioni sia per intensità della crescita.
Il peso del turismo contribuisce a delineare un mercato caratterizzato da molte opportunità, ma prevalentemente legate a formule contrattuali non permanenti. Nel complesso, la difficoltà segnalata dalle imprese nel trovare i profili necessari si attesta al 43,6% delle posizioni previste.
La domanda torna a crescere
Le previsioni raccolte dal Sistema di monitoraggio Excelsior di Unioncamere e del ministero del Lavoro indicano per ottobre più di 539mila ingressi. Rispetto allo stesso mese del 2025, il volume atteso aumenta del 3,7%, dopo il lieve arretramento osservato a settembre.
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Considerando l'intero periodo ottobre-dicembre, il fabbisogno indicato dalle imprese raggiunge 1,35 milioni di lavoratori. Il dato segnala quindi un recupero della domanda occupazionale su base trimestrale, pur in presenza di una quota ancora elevata di rapporti non permanenti.
Servizi al centro delle richieste
La distribuzione per comparti assegna ai servizi la parte principale delle assunzioni previste, pari al 65,3% del totale. All'interno di questo aggregato rientrano anche le attività ricettive, della ristorazione e dell'area turistica, che rappresentano il segmento con il maggior numero di ingressi programmati.
L'industria, comprese le costruzioni, concentra il 26,1% delle richieste, mentre al settore primario spetta l'8,6%. La composizione complessiva mostra così una prevalenza delle attività terziarie, accanto a una domanda significativa proveniente dal comparto industriale e dal mondo agricolo.
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