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Economia 1 min di lettura15 ott

Inflazione Usa, l’Europa frena: perché trema l’IA in Borsa

Avvio negativo per i principali listini del continente, mentre i dati sui prezzi americani alimentano l’ipotesi di nuovi rialzi dei tassi

L’avvio della seduta conferma la cautela sui mercati europei: i listini si muovono in territorio negativo dopo la debolezza registrata in Asia. A pesare sono soprattutto i dati sull’inflazione statunitense, risultati più elevati delle previsioni.

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I prezzi Usa spaventano i mercati

Il dato americano ha rafforzato le aspettative di un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Gli investitori temono che una politica monetaria più restrittiva possa rendere meno conveniente mantenere capitali nei mercati azionari.

La reazione si riflette anche sull’Europa, dove prevale un atteggiamento prudente fin dalle prime contrattazioni. Francoforte cede lo 0,61%, mentre Parigi arretra dello 0,25% e Londra dello 0,14%.

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Vendite sui titoli dell’intelligenza artificiale

Il rialzo dei rendimenti attesi sta colpendo in particolare il comparto tecnologico. Le azioni collegate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale sono state interessate da una marcata corrente di vendite, alimentata dai dubbi sulla capacità degli investimenti nel settore di mantenere il ritmo attuale.

La pressione sui titoli tecnologici si aggiunge così alla debolezza generale dei listini, già condizionati dall’andamento delle piazze asiatiche. L’attenzione degli operatori resta concentrata sulle prossime indicazioni della Federal Reserve e sull’evoluzione dei prezzi negli Stati Uniti.

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