IA, lo tsunami sul lavoro è lento ma coinvolge il 40% dei posti
Kristalina Georgieva vede negli investimenti per l’intelligenza artificiale un sostegno decisivo alla crescita globale, nonostante energia e tensioni geopolitiche.
Il progresso dell’intelligenza artificiale sta producendo effetti molto diversi, ma già rilevanti, sull’economia mondiale. Da una parte alimenta una nuova ondata di investimenti; dall’altra prepara una trasformazione profonda del mercato del lavoro, destinata a coinvolgere il 40% dei posti.
Il lavoro davanti a una svolta lenta
A parlare di uno «tsunami al rallentatore» è stata Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale. Il riferimento è all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, che secondo Georgieva non si manifesterà necessariamente in modo immediato, ma interesserà una quota molto ampia dei posti di lavoro.
La previsione è stata illustrata a Bangkok, durante l’apertura degli incontri del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. All’appuntamento partecipano centinaia di delegati, chiamati a confrontarsi anche sulle conseguenze economiche della diffusione dell’IA.
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Gli investimenti tengono vivo il Pil
Il forte fabbisogno di capitali legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale sta contribuendo a mantenere la crescita globale intorno al 3%. Il dato arriva in una fase segnata sia dallo shock energetico sia dai rischi geopolitici, che continuano a pesare sulle prospettive dell’economia internazionale.
Georgieva ha descritto la spinta dell’IA come «uno shock di domanda e di investimenti». Nelle economie asiatiche, questa dinamica potrebbe tradursi in un incremento della crescita compreso tra mezzo punto e un punto percentuale.
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