220notizie oggi
Economia 2 min di lettura1 ora fa

IA, il conto della formazione resta scoperto nelle aziende più piccole

Solo una quota minima delle microimprese ha predisposto percorsi organizzati sull’intelligenza artificiale, mentre tempo e risorse economiche frenano gli investimenti.

Per il 43% delle imprese più piccole l’intelligenza artificiale non produrrà effetti rilevanti sulla propria attività nel breve periodo. È anche da questa percezione che nasce il dato più significativo dello studio di MADE – Competence Center Industria 4.0 di Milano e dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano: appena il 4% delle microimprese ha già avviato un percorso formativo strutturato sull’IA.

La preparazione cresce con l’aumentare delle dimensioni aziendali, ma rimane comunque minoritaria. La percentuale raggiunge il 6% nelle piccole imprese e arriva al 20% in quelle medie, segnalando una distanza ancora ampia tra la diffusione degli strumenti digitali e la capacità interna di utilizzarli in modo consapevole.

Offerta del giorno16 ottobre

Rowenta

-20% sugli aspirapolvere Rowenta

Scade tra 76 giorni
********


L’impatto dell’IA resta sottovalutato

Nelle aziende con un’età media superiore ai 50 anni il ritardo appare ancora più marcato: il 55% non considera prioritario sviluppare competenze legate all’intelligenza artificiale. La percentuale sale al 73% quando si parla di programmazione informatica, a conferma di una sensibilità limitata verso le professionalità necessarie alla trasformazione digitale.

Anche la formazione manageriale fatica a entrare nelle strategie delle realtà più piccole. Meno della metà di micro e piccole imprese attribuisce importanza alla crescita delle competenze dei vertici, soltanto il 30% dispone di un piano formativo organizzato e appena il 7% può contare su una funzione dedicata alle risorse umane.


Tempo e denaro frenano le imprese

Il principale ostacolo indicato dalle aziende è la difficoltà di liberare tempo durante l’orario di lavoro: lo segnala il 65% delle imprese quando si parla di formazione non obbligatoria. Al secondo posto ci sono i costi, indicati dal 20% degli intervistati.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Il problema emerge anche nelle modalità di finanziamento. Il 90% delle microimprese sostiene i corsi esclusivamente con risorse proprie; soltanto il 15% utilizza i Fondi Paritetici Interprofessionali e il 7% ricorre agli incentivi fiscali. Per queste aziende, dunque, mancano soprattutto ore da dedicare all’apprendimento e budget da destinare alla crescita delle competenze.


Uno strumento per misurare la preparazione

Lo studio ha accompagnato l’analisi con SkillAI, uno strumento creato da MADE e dal Politecnico di Milano per valutare la maturità nell’impiego dell’intelligenza artificiale. La misurazione considera sette ambiti, dalla conoscenza di base degli strumenti fino agli effetti sui processi e sull’organizzazione.

La piattaforma consente di esaminare le competenze sia dei singoli lavoratori sia dell’intera azienda. L’obiettivo è individuare le necessità reali, valorizzare ciò che è già presente nei gruppi di lavoro e indirizzare con maggiore precisione le risorse destinate alla formazione e all’aggiornamento.

Secondo Marta Rispoli, responsabile orientamento e formazione di MADE Competence Center Industria 4.0, l’innovazione non può ridursi all’acquisto di tecnologie o al ricorso a consulenti. «La trasformazione digitale deve partire dalla consapevolezza delle imprese e dalla capacità delle persone di comprenderne opportunità e conseguenze», ha spiegato, sottolineando che solo lo sviluppo di competenze concrete può trasformare l’IA in un fattore di competitività.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere