IA e cyber-rischi, il dato che allarma: 1 impresa su 4 non forma
La corsa all’intelligenza artificiale procede più rapidamente della preparazione interna alle aziende.
Il 28% delle imprese non organizza con regolarità corsi sulla sicurezza informatica e più di quattro organizzazioni su dieci non offrono percorsi di aggiornamento sull’IA ai talenti emergenti, preferendo cercare competenze all’esterno.
Il dato arriva dall’“Experis 2026 CIO Outlook Survey”, ricerca condotta da Experis, marchio di ManpowerGroup, su 1.930 responsabili IT in 12 Paesi, Italia compresa. Il quadro mostra quindi una distanza tra l’adozione delle nuove tecnologie e la capacità delle persone di gestirle in modo consapevole.
La formazione resta indietro
Secondo l’indagine, la percentuale di responsabili tecnologici che dichiara di predisporre programmi periodici sull’IA per i profili emergenti è scesa al 58% nel 2026, dal 63% dell’anno precedente. La flessione riapre il tema della preparazione di chi dovrà assumere ruoli di guida nelle funzioni tecnologiche nei prossimi anni.
Salvatore Basile, dirigente di Experis in Italia, sottolinea che «una formazione continua e capillare delle persone su temi chiave come intelligenza artificiale e sicurezza informatica può contribuire a sviluppare competenze aggiornate e a rendere gli investimenti tecnologici di un’azienda sempre più efficaci e in linea con gli obiettivi di business». La formazione, dunque, viene indicata come uno strumento per collegare le risorse dedicate alla tecnologia ai risultati attesi dall’impresa.
Strategie aziendali ancora disallineate
Il 48% degli intervistati ritiene necessario un coordinamento più stretto tra le priorità generali dell’azienda e la strategia informatica: nel 2025 la quota era del 35%. Il 61%, inoltre, sostiene che i vertici non comprendano abbastanza il ruolo e le responsabilità dei responsabili IT.
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Tra le priorità indicate figurano anche il potenziamento della sicurezza informatica, segnalato dal 37% del campione rispetto al 35% del 2025, e l’avvio di progetti di trasformazione digitale, passato dal 23% al 30%. I numeri descrivono una crescente attenzione alle tecnologie, ma anche la necessità di inserirle in una direzione aziendale condivisa.
L’IA cresce, ma mancano competenze
Più del 60% delle organizzazioni coinvolte afferma di aver iniziato a integrare strumenti basati sull’intelligenza artificiale nei sistemi già esistenti. Per il 54% dei responsabili IT, inoltre, gli investimenti in questo settore stanno cominciando a produrre risultati economici positivi.
Marco Taisch, docente di Digital Manufacturing al Politecnico di Milano e presidente del MADE Competence Center Industria 4.0, osserva: «La sovranità digitale non si costruisce solo con tecnologie, dati e infrastrutture, ma anche con persone capaci di comprenderli e governarli». A suo giudizio, concentrare le risorse soprattutto sui programmi informatici espone al rischio di trascurare la capacità degli addetti di utilizzarli; per questo la formazione continua dovrebbe essere considerata una componente dell’innovazione, non un’attività accessoria.
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