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Economia 1 min di lettura1 ora fa

I 5 miliardi della Manovra: Tajani chiama in causa anche Cdp

Il vicepremier esclude una tassa sugli extraprofitti e chiede che il contributo coinvolga l’intero comparto finanziario, non solo banche e assicurazioni.

Antonio Tajani torna a respingere l’ipotesi di un prelievo sugli extraprofitti e critica un eventuale approccio punitivo verso banche e compagnie assicurative. «Non esistono», ha detto riferendosi agli extraprofitti, ribadendo la sua posizione a margine del Forum “Welfare, Italia” svolto a Roma.

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Tajani boccia la linea punitiva

Il vicepremier e ministro degli Esteri sostiene che il sistema finanziario non debba essere trattato come un bersaglio fiscale. La sua contrarietà riguarda sia la tassa sugli extraprofitti sia una misura concentrata esclusivamente sui comparti bancario e assicurativo.

Nel frattempo resta aperto il confronto sulla suddivisione del contributo complessivo da 5 miliardi indicato dal governo. Sui criteri con cui distribuire l’onere, Tajani ha spiegato che «si sta lavorando», senza fornire una ripartizione precisa.

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Anche Cassa Depositi nel perimetro

Secondo il ministro, il finanziamento della Manovra dovrà interessare l’intero universo finanziario. Non sarebbero quindi coinvolte soltanto banche e assicurazioni: nel perimetro dovrebbe rientrare anche Cassa Depositi e Prestiti.

Il riferimento è al contributo previsto dal Dpb, il documento programmatico di bilancio. Tajani non ha chiarito quale quota potrebbe spettare ai diversi soggetti, ma ha indicato la necessità di ampliare la platea oltre gli operatori tradizionalmente considerati.

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