Guida autonoma, Salvini apre a Tesla ma restano i vincoli
Il ministro punta al via libera europeo, ma in Italia test, responsabilità e circolazione restano regolati da norme restrittive.
Matteo Salvini ha rilanciato il sostegno italiano alla guida autonoma dopo un colloquio con Elon Musk. Il ministro ha indicato l’obiettivo di favorire l’approvazione europea delle tecnologie Tesla.
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I limiti fissati in Italia
La normativa italiana consente già prove su strada per i veicoli automatizzati, ma solo con autorizzazione del ministero, itinerari stabiliti, adeguata assicurazione e una persona pronta a intervenire. Il riferimento è al decreto “Smart Road” del 2018.
Per l’uso commerciale senza conducente manca invece una disciplina generale. Le ipotesi legate al nuovo codice della strada prevedono inoltre un controllore presente fisicamente nel veicolo: una condizione che potrebbe rendere troppo costosi servizi come robotaxi e navette autonome.
Omologazione e responsabilità
Un’autorizzazione tecnica ottenuta in uno Stato dell’Unione europea non risolve automaticamente tutti gli ostacoli negli altri Paesi. Le regole europee definiscono soprattutto requisiti costruttivi e standard di sicurezza, mentre circolazione, polizze e responsabilità civili e penali restano in larga parte affidate ai singoli ordinamenti.
Ad aprile 2026 l’autorità olandese RDW ha approvato il sistema secondo le procedure previste. Tesla punta così a ottenere l’accesso al mercato europeo, ma il passaggio non equivale a una liberalizzazione della guida senza conducente sulle strade italiane.
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Il confronto tra Salvini e Musk
Salvini ha definito su X il dialogo con Musk “molto positivo e costruttivo”. A Genova, durante gli Stati generali della logistica del Nord-Ovest, il ministro ha poi riferito di avere chiesto ai tecnici del dicastero di “aprire il più possibile le porte, a normativa vigente, alle innovazioni”.
L’interesse del governo riguarda anche eventuali investimenti in Italia da parte di imprese tecnologiche e automobilistiche. Germania e Francia hanno già autorizzato alcuni impieghi automatizzati su percorsi o in zone delimitate, mantenendo però vincoli severi e forme di controllo.
Cosa può fare il sistema Tesla
Il sistema di Tesla presentato come guida autonoma supervisionata non elimina la presenza del conducente. Può intervenire su sterzo, velocità, cambio di corsia e altre manovre, ma chi è al volante deve controllare costantemente la strada ed essere pronto a riprendere il comando.
La tecnologia rientra quindi, in genere, nel livello 2 di automazione: la responsabilità rimane al conducente. I livelli 3 e 4 prevedono invece che il mezzo possa gestire la guida in condizioni precise o all’interno di aree definite, come nel caso di navette, robotaxi e veicoli logistici automatizzati.
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