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Economia 1 min di lettura5 giorni fa

Food italiano, 85mila occupati in più: la spinta dal 2016

Federalimentare rileva una crescita reale del valore aggiunto e un aumento dell’occupazione ben superiore a quello della manifattura nel suo complesso.

In meno di dieci anni l’industria alimentare italiana ha ampliato in modo significativo la propria base occupazionale: i dipendenti sono saliti da circa 385 mila nel 2016 a 470 mila nel 2025. L’incremento, superiore al 22%, risulta molto più ampio rispetto al progresso registrato dall’intero comparto manifatturiero, fermo a circa il 4%.


Più lavoro dentro il comparto alimentare

Il dato sugli addetti è uno degli elementi sottolineati da Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare. Secondo l’associazione, il settore non ha quindi limitato la propria espansione alla sola dimensione economica, ma ha accompagnato l’aumento della produzione con una consistente creazione di posti di lavoro.

«Oggi l’industria alimentare genera oltre un euro ogni otto di valore aggiunto della manifattura italiana e ne impiega quasi un lavoratore su cinque. Sono numeri che dimostrano come l’industria alimentare rappresenti sempre più un grande interesse nazionale», ha affermato Mascarino. Il presidente considera questi risultati una conferma del peso assunto dal food nel sistema produttivo del Paese.


La crescita non dipende solo dai prezzi

Nel 2025 il valore aggiunto prodotto dall’industria alimentare ha raggiunto 41,5 miliardi di euro, contro i 26,9 miliardi rilevati nel 2016. A prezzi correnti, la variazione è stata del 53,9%; il confronto a valori concatenati mostra però che l’espansione ha avuto anche una componente reale, pari al 22,2%.

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Federalimentare evidenzia dunque un rafforzamento che va oltre gli effetti della dinamica dei prezzi. Mascarino ha spiegato che, nello stesso arco temporale, l’aumento del valore aggiunto reale e quello degli occupati hanno viaggiato su livelli analoghi: un segnale, a suo giudizio, della capacità del comparto di trasformare la crescita economica in nuova occupazione.

Alla luce di questi numeri, l’associazione chiede che l’industria alimentare venga considerata tra i settori prioritari di una strategia nazionale per lo sviluppo, accanto agli altri principali comparti manifatturieri.

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