8.000Lettori online ora
Economia 2 min di lettura12 ore fa

Fintech in testa, ma gli italiani tengono stretto il conto storico

L’indagine Altroconsumo fotografa correntisti longevi ma sempre più propensi ad affiancare un secondo istituto per ottenere servizi e condizioni più convenienti.

Il confronto tra gli istituti tradizionali e quelli digitali presenta un divario netto nelle valutazioni dei clienti. Bper si ferma a 57 punti nella graduatoria di Altroconsumo e scende a 43, il risultato peggiore, quando si considerano costi e commissioni.


Le banche digitali conquistano il vertice

A guidare la classifica è Fineco, con un punteggio complessivo di 89. Subito dietro, entrambe a quota 88, si trovano Banca popolare etica e Revolut; Illimity Banca Ifis completa il gruppo di testa con 87 punti.

Il risultato nasce da valutazioni su trasparenza, spese, assistenza, ampiezza dell’offerta, rapidità delle operazioni e qualità dei servizi bancari online, sia dal sito sia dall’applicazione. Banca popolare etica ottiene il giudizio migliore per la trasparenza, mentre Revolut prevale su costi e commissioni e sull’applicazione; Fineco si impone invece per assistenza, varietà dei servizi e piattaforma internet, oltre a condividere con Revolut il primato nella rapidità delle disposizioni.


I grandi istituti restano indietro

Alle spalle delle prime quattro posizioni compare Banca Sella, quinta con 85 punti. Più distante è Credem, che raggiunge quota 71, mentre i principali gruppi bancari ricevono giudizi appena sufficienti.

Banco Bpm e Monte dei Paschi ottengono 69 punti. Intesa Sanpaolo, Unicredit e BancoPosta si fermano a 66: numeri che, nel confronto con i vertici della graduatoria, mostrano una preferenza crescente per soluzioni percepite come più semplici o convenienti.


Fedeltà lunga, ma con un secondo conto

Nonostante queste differenze, il rapporto degli italiani con la propria banca resta molto stabile. Il 72% degli intervistati dichiara di avere lo stesso istituto da più di dieci anni e il 49% mantiene quel legame addirittura da almeno vent’anni.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La permanenza prolungata, tuttavia, non impedisce di cercare alternative. Il 50% del campione ha aperto un conto aggiuntivo, spesso per accedere a un prodotto preciso: il 30% indica, tra le ragioni, condizioni migliori per mutui o prestiti oppure la disponibilità di strumenti per investire.


Il trasloco completo convince poco

La soluzione più diffusa consiste quindi nel lasciare alla banca storica le operazioni quotidiane e utilizzare un secondo istituto per esigenze mirate. In questo modo si possono confrontare offerte e servizi senza trasferire l’intera gestione finanziaria.

A frenare il cambio totale contribuiscono anche gli adempimenti pratici: il nuovo codice bancario deve essere comunicato al datore di lavoro e ai fornitori di luce, gas e telefonia. La situazione è resa più complessa anche dal calo della concorrenza, collegato alle numerose fusioni che hanno interessato il settore.

L’indagine di Altroconsumo ha raccolto le risposte di quasi 30mila correntisti e restituisce così un quadro apparentemente contraddittorio: da un lato una forte stabilità, dall’altro la disponibilità a cercare un altro interlocutore quando servono condizioni o strumenti specifici.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere