3.000Lettori online ora
Economia 1 min di lettura4 giorni fa

Ferrero, bonus da 3.100 euro e voto in fabbrica: cosa prevede l’intesa

Saranno ora le lavoratrici e i lavoratori a esprimersi sull’ipotesi di rinnovo dell’integrativo Ferrero.

Il testo, siglato venerdì 25 settembre al termine di una settimana di trattative, riguarda circa 7.000 persone impiegate negli stabilimenti italiani e resterà valido fino a giugno 2030.


Il voto dei dipendenti è il prossimo passaggio

L’intesa non è ancora definitiva: dovrà essere presentata nelle assemblee che verranno organizzate nei diversi siti produttivi del gruppo. Solo dopo il consulto sarà possibile completare l’iter di approvazione dell’accordo.

Il rinnovo rappresenta un nuovo capitolo nel confronto tra Ferrero e organizzazioni sindacali. Al centro del negoziato sono stati messi sia la crescita dell’azienda sia il consolidamento della presenza industriale in Italia.


Premio e welfare cambiano il pacchetto

Tra gli elementi economici figura un premio collegato al raggiungimento degli obiettivi aziendali, con un valore massimo di 3.100 euro. Rispetto al triennio precedente, l’importo registra una crescita media del 10%.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il nuovo impianto prevede anche strumenti aggiuntivi di welfare e interventi dedicati alla formazione. Nel testo trovano spazio, inoltre, iniziative sulla salute e sulla sicurezza, misure per favorire l’equilibrio tra attività professionale e vita privata e forme di supporto per i dipendenti che assistono familiari non autosufficienti.


Investimenti e polo italiano

L’accordo collega il rafforzamento del sistema produttivo nazionale agli interventi rivolti al benessere delle persone. Gli investimenti previsti dall’azienda vengono così accompagnati da una revisione dei modelli organizzativi e da azioni sulle competenze.

La prospettiva indicata nel documento guarda quindi allo sviluppo del Gruppo senza trascurare le condizioni di lavoro negli stabilimenti italiani. La scadenza fissata a giugno 2030 offre il quadro temporale entro cui si applicheranno le nuove regole, sempre subordinatamente al voto delle assemblee.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere