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Economia 2 min di lettura47 min fa

Famiglie prudenti, consumi di settembre in calo dello 0,3%

L’abbigliamento perde il 7,1%, mentre aumentano cura della persona, elettronica, casa e servizi

A settembre i consumi delle famiglie italiane sono diminuiti dello 0,3% a valore rispetto allo stesso mese del 2025. Il mercato è rimasto nel complesso stabile, ma gli acquisti risultano più ponderati e orientati alla convenienza.

Mario Resca, presidente di Confimprese, descrive una domanda ancora presente ma meno lineare: «Il consumatore ha riaperto il portafoglio solo a metà. Non è in ritirata, è in attesa». Secondo l’Osservatorio mensile Confimprese-Jakala, il clima e l’incertezza possono spostare rapidamente la spesa tra i diversi comparti.

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I comparti più penalizzati

L’abbigliamento e gli accessori hanno segnato una contrazione del 7,1%. Sul risultato ha inciso anche il caldo prolungato, che ha caratterizzato l’intero mese di settembre e ha frenato gli acquisti legati alla stagione autunnale.

La ristorazione ha chiuso con un arretramento del 2%. La maggiore attenzione al bilancio familiare si è tradotta in scontrini medi più contenuti e nella scelta di proposte considerate meno costose.

Di segno opposto il raggruppamento che comprende cura della persona, ottica, elettronica, telefonia, arredamento, servizi e intrattenimento: la crescita è stata del 6,9%. Il dato indica che la disponibilità a spendere non è scomparsa, ma si concentra su prodotti e prestazioni percepiti come utili o difficilmente rinviabili.

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Dove fanno acquisti le famiglie

I centri commerciali hanno registrato un aumento del 2%. La performance riflette la ricerca di luoghi in cui confrontare le offerte e trovare promozioni, oltre a una maggiore convenienza complessiva.

Sono invece arretrati sia i negozi di prossimità, a -1,5%, sia le vie commerciali principali, che hanno perso l’1%. Il calo ha interessato tutte le macroaree italiane, con una sola eccezione: il Mezzogiorno è rimasto quasi invariato, a +0,1% rispetto a settembre 2025.


Il divario tra le aree italiane

Il risultato peggiore è arrivato dal Nord-Ovest, in calo del 3,3%. Nel Centro la riduzione è stata del 2,6%, mentre il Nord-Est ha segnato un -2%.

La distribuzione geografica conferma una frenata diffusa, anche se con intensità diverse. Per Confimprese, il prezzo è tornato a orientare in modo decisivo tempi, modalità e destinazione della spesa.

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