Ex Ilva, il conto alla rovescia non si ferma: altiforni da spegnere
La Corte d’appello di Milano nega per la seconda volta la sospensione dello stop, mentre la Cassazione esaminerà il ricorso il 20 ottobre.
Il provvedimento di fermata dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto resta in vigore: gli impianti dovranno essere spenti entro il 26 ottobre. La Corte d’appello di Milano ha infatti respinto nuovamente la richiesta di sospensione avanzata nell’ambito del procedimento.
Il ricorso non blocca lo spegnimento
Secondo i giudici milanesi, la prossima udienza davanti alla Cassazione non costituisce un elemento nuovo capace di modificare la decisione già assunta. L’appuntamento del 20 ottobre viene considerato un passaggio successivo del procedimento, senza effetti immediati sulla misura contestata.
La Corte ha quindi escluso che la sola fissazione della discussione possa giustificare un rinvio dell’intervento previsto sull’area a caldo. La richiesta di sospensione è stata così respinta per la seconda volta.
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La decisione passa alla Cassazione
Il 20 ottobre sarà la Cassazione a esaminare il ricorso, mentre la scadenza fissata per il fermo rimane quella del 26 ottobre. Fino a quel momento, dunque, il provvedimento che impone lo spegnimento degli altiforni dell’ex Ilva continua a produrre i suoi effetti.
L’ultima parola sulla vicenda spetterà alla Suprema corte. La Corte d’appello di Milano, nel frattempo, ha ribadito che la tutela degli interessi coinvolti non cambia per effetto della prossima discussione in Cassazione.
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