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Economia 1 min di lettura16 ott

Eurozona, prezzi in accelerazione: settembre chiude al 3,8%

La rilevazione definitiva di Eurostat conferma il rialzo dell’inflazione, spinto soprattutto dall’energia; in Italia il tasso sale al 4,2%.

L’inflazione ha ripreso slancio nell’area dell’euro durante settembre 2026, raggiungendo il 3,8% su base annua. Il dato segna un aumento significativo rispetto al 3,2% di agosto e al 2,2% registrato nello stesso mese del 2025.

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La spinta dei prezzi arriva dall’energia

La rilevazione conclusiva di Eurostat coincide con la stima preliminare resa pubblica il 2 ottobre. Anche l’intera Unione europea ha segnato un tasso del 3,8%, contro il 3,2% del mese precedente e il 2,6% di dodici mesi prima.

A incidere maggiormente sul risultato dell’eurozona è stata la componente energetica, che ha aggiunto 1,71 punti percentuali all’inflazione annuale. Seguono i servizi, con un contributo di 1,52 punti, mentre i beni industriali non energetici hanno pesato per 0,29 punti e alimentari, alcol e tabacco per 0,25.

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Italia sopra la media dell’area

Nel quadro europeo, i valori più contenuti sono stati rilevati in Svezia, all’1%, e in Ungheria e Danimarca, entrambe al 2,1%. All’estremo opposto si trovano Romania, Lituania e Bulgaria, rispettivamente al 6,5%, al 6,1% e al 5,6%.

L’Italia si è attestata al 4,2% a settembre, in crescita dal 3,2% di agosto. Il dato nazionale risulta quindi superiore sia alla media dell’eurozona sia a quella dell’intera Unione europea, entrambe ferme al 3,8% nel mese considerato.

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