Europa sotto pressione, ma Wall Street rimbalza: il dato che sostiene l’Asia
I mercati guardano alla tenuta dell’economia cinese mentre tecnologia e risultati societari alimentano cautela.
Il recupero dei contratti sui listini statunitensi attenua il clima negativo lasciato dalla correzione di venerdì a Wall Street. In Europa, invece, l’avvio potrebbe essere fragile, mentre l’euro è scivolato brevemente sotto quota 1,12 rispetto al dollaro.
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Dollaro forte, Europa in affanno
La debolezza della valuta europea aggiunge pressione a Borse già orientate alla prudenza. Gli operatori concentrano l’attenzione sui titoli tecnologici e sulla nuova tornata di risultati societari, in una settimana considerata ricca di indicazioni per il mercato.
A frenare il comparto tecnologico sono soprattutto i dubbi sulla sostenibilità dei finanziamenti destinati all’intelligenza artificiale e sulla capacità di trasformare gli investimenti in profitti. Il rimbalzo dei future americani offre comunque un parziale sostegno dopo la seduta negativa di venerdì.
La Cina dà ossigeno ai listini
Il quadro asiatico resta prevalentemente positivo grazie ai dati arrivati dalla Cina. Nel terzo trimestre il prodotto interno lordo è aumentato del 4,5% su base annua, un risultato leggermente superiore alle attese che rafforza la possibilità per Pechino di centrare l’obiettivo di crescita fissato per l’intero anno.
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Anche gli altri indicatori hanno mostrato segnali incoraggianti: le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento dell’1,1%, oltre le previsioni, mentre la produzione industriale è salita del 5,5%, in linea con le stime degli analisti.
Tokyo resta in controtendenza
Dopo le perdite delle precedenti sessioni, i listini della Cina continentale hanno recuperato terreno. Lo Shanghai Composite guadagna lo 0,7%, mentre Shenzhen avanza dello 0,4%; Hong Kong non ha invece aperto per la festività.
Movimenti diversi negli altri principali mercati regionali: il Nikkei di Tokyo arretra dello 0,5%, mentre Seul mette a segno un rialzo dell’1,5%. La reazione degli investitori riflette quindi un’Asia non uniforme, con i dati cinesi a sostenere soprattutto le piazze della Cina continentale.
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