Euro sotto pressione: Bce tra inflazione e crescita
L’istituto valuta un altro rialzo a dicembre, ma guarda con maggiore attenzione ai rischi per l’economia
La Bce affronta un equilibrio difficile tra prezzi ancora elevati e prospettive economiche più deboli. L’analisi arriva dopo la riunione del 30 ottobre.
GioiaPura
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Rischi per l’euro
Secondo il Global Fixed Income Strategist di Schroders, la valutazione sull’euro resta negativa. La moneta unica risente dei dubbi sulla crescita dell’area e dell’incertezza legata alle prossime decisioni dell’istituto centrale.
La pressione potrebbe aumentare se la Bce dovesse confermare una politica monetaria restrittiva senza riuscire a contenere pienamente i rischi per l’attività economica. La posizione dell’istituto appare infatti più complessa rispetto a quella di altre banche centrali.
Le prossime mosse sui tassi
L’ipotesi di un nuovo incremento dei tassi a dicembre rimane quella prevalente. Sono invece diminuite le possibilità che a questo intervento ne segua subito un altro, perché il dibattito non riguarda più soltanto l’inflazione.
L’attenzione della Bce si sta estendendo agli effetti delle sue scelte sulla crescita. L’inasprimento delle condizioni finanziarie e il peggioramento delle prospettive economiche rendono più delicata la gestione dei prossimi mesi.
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Inflazione e crescita
I prezzi continuano a rappresentare un problema: l’inflazione è ancora sopra un livello ritenuto soddisfacente e non è escluso che nei prossimi mesi emergano nuove spinte al rialzo.
Allo stesso tempo, aumenta il pericolo di un rallentamento dell’economia. La riunione del 30 ottobre ha quindi messo in evidenza sia la persistenza delle pressioni inflazionistiche sia il deterioramento delle attese sulla crescita.
L’incertezza dal Medio Oriente
Una soluzione della crisi in Medio Oriente potrebbe ridurre alcuni rischi per l’economia e per i prezzi. Tuttavia, la Bce non può basare le proprie decisioni sull’eventualità che la situazione si risolva in tempi brevi.
L’istituto deve quindi calibrare la politica monetaria considerando soltanto elementi sui quali può intervenire o disporre di valutazioni più solide. Da qui nasce la difficoltà di conciliare il contrasto all’inflazione con la protezione dell’attività economica.
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