Eurallumina, tre multinazionali guardano al sito: cosa succede ora
La possibile attenzione di tre gruppi multinazionali apre uno spiraglio per il futuro produttivo di Eurallumina, ma non risolve l’emergenza occupazionale e industriale.
La possibile attenzione di tre gruppi multinazionali apre uno spiraglio per il futuro produttivo di Eurallumina, ma non risolve l’emergenza occupazionale e industriale. «La manifestazione di interesse da parte di tre multinazionali rappresenta senza dubbio un segnale di attenzione che accogliamo con favore», ha affermato l’assessore del Lavoro Desirè Manca, invitando però a non separare il rilancio dalla tutela immediata di lavoratrici, lavoratori e famiglie.
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La Regione attende risorse concrete
La Regione Sardegna considera ancora insufficiente l’esito dell’incontro romano e punta sulla prossima convocazione per ottenere dal Ministero dell’Economia e delle Finanze i finanziamenti indispensabili. L’obiettivo è mantenere le attività di messa in sicurezza e conservazione degli impianti, proteggendo il personale e la continuità del sito industriale.
L’assessore dell’Industria Emanuele Cani ha spiegato che l’amministrazione regionale continuerà a coordinarsi con dipendenti, sindacati, Provincia e altri enti locali. Il lavoro congiunto servirà a seguire da vicino la vertenza e a fare in modo che la riunione del 29 ottobre produca decisioni operative, dopo una giornata che la Regione non considera soddisfacente ma sulla quale mantiene fiducia.
Terminata la protesta a 60 metri
Nel frattempo, i quattro dipendenti impegnati nella protesta hanno abbandonato il forno 1 di Eurallumina, a Portovesme, dove erano saliti fino a circa 60 metri di quota. L’azione, iniziata la mattina precedente, aveva l’obiettivo di riportare l’attenzione sulla crisi dello stabilimento del Sulcis.
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La discesa è avvenuta nel pomeriggio, dopo le notizie arrivate dal tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Enrico Pulisci, componente della Rsu, ha riferito che il risultato non ha soddisfatto i lavoratori, pur sottolineando l’impegno formale assunto dal ministero per accompagnare il superamento della fase più urgente, senza indicare per ora una somma precisa.
Il prossimo tavolo sarà decisivo
Un nuovo confronto è stato fissato per giovedì 29 ottobre. In quella sede dovrebbe essere verificata la disponibilità delle risorse necessarie e potrebbero essere approfondite anche le manifestazioni di interesse emerse per l’area industriale.
Per la Regione, l’eventuale prospettiva di rilancio produttivo non può sostituire gli interventi immediati a sostegno della sicurezza degli impianti e della stabilità dei lavoratori. La priorità indicata dall’assessorato resta quindi la protezione delle persone coinvolte e delle loro famiglie, mentre il futuro dello stabilimento rimane legato alle decisioni economiche attese dal prossimo incontro.
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