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Economia 1 min di lettura8 ore fa

Energia senza ideologie: l’avvertimento di Orsini all’industria

Il presidente di Confindustria chiede un approccio pragmatico al costo dell’energia e sollecita la sospensione dell’Ets, a tutela dei comparti produttivi più esposti.

Il confronto sulle possibili forniture di gas dalla Russia non può essere affrontato in termini ideologici, secondo Emanuele Orsini. Il presidente di Confindustria, intervenuto a margine dell’assemblea di Assolombarda, ha spostato l’attenzione sul rapporto tra energia, competitività e tenuta dell’industria italiana.

Orsini ha precisato di non voler entrare nel merito della scelta tra gas russo e altre fonti, spiegando che il tema non rientra nelle sue competenze. Ha però sottolineato la necessità di discutere apertamente delle conseguenze economiche legate al prezzo e alla disponibilità dell’energia.


Il nodo dei costi per le imprese

“Non ci può essere ideologia sull’energia”, ha affermato Orsini, indicando nell’approvvigionamento energetico una questione direttamente collegata alla capacità delle aziende di competere. La posizione arriva mentre Confindustria si prepara a sostenere in Europa la richiesta di sospendere l’Ets, il sistema che incide sulle emissioni di carbonio.

Il presidente dell’associazione industriale ha evidenziato l’impatto dell’Ets su alcuni settori, citando in particolare ceramica, carta e vetro. Per queste attività, ha spiegato, il peso della misura è già significativo e rende necessario proteggere anche le produzioni considerate strategiche per la struttura industriale del Paese.

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Difendere la base industriale

Nel suo intervento, Orsini ha ricordato che la discussione sull’innovazione non deve mettere in secondo piano le filiere tradizionali. All’assemblea di Assolombarda si è parlato anche di intelligenza artificiale, definita dal presidente di Confindustria una delle nuove industrie destinate a caratterizzare il futuro.

“Attenzione però a non perdere anche l’industria di base che è fondamentale per il paese”, ha aggiunto Orsini. Il messaggio rivolto al confronto europeo riguarda quindi sia la transizione verso nuovi comparti tecnologici sia la salvaguardia delle attività manifatturiere già esistenti, a partire da quelle maggiormente esposte ai costi energetici.

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