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Economia 1 min di lettura50 min fa

Energia elettrica, Italia tra i prezzi più alti nell’Ue

Nel primo semestre 2026 la media comunitaria è scesa a 0,18 euro per chilowattora, con 19 Paesi in calo

Nel primo semestre del 2026 le imprese e gli uffici pubblici italiani hanno pagato l’elettricità 0,23 euro per chilowattora. È uno dei valori più elevati dell’Unione europea, a fronte di una media comunitaria pari a 0,18 euro.

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I prezzi nei Paesi europei

Il dato italiano è condiviso con Cipro, mentre il livello più alto è stato rilevato in Irlanda, con 0,27 euro per chilowattora. All’estremo opposto si trova la Finlandia, dove il prezzo medio si è fermato a 0,09 euro.

Seguono la Svezia con 0,12 euro e, a quota 0,13 euro, Danimarca, Spagna e Portogallo. I valori riguardano i consumatori non domestici, quindi attività produttive, aziende e amministrazioni pubbliche, e sono stati raccolti da Eurostat.


Il calo rispetto al 2025

Nel confronto con la seconda metà del 2025, la media dell’Ue ha registrato una riduzione del 2,0%. La flessione sale al 5,4% se il raffronto viene effettuato con i primi sei mesi del 2025.

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La diminuzione su base annua ha interessato 19 Paesi. Le contrazioni più ampie sono state segnate dal Lussemburgo, con un -23,8%, dalla Repubblica Ceca, con un -11,9%, e dalla Grecia, con un -11,8%. In Italia la riduzione è stata di circa il 4%.


Gli aumenti in otto Stati

Non tutti i Paesi hanno seguito la tendenza al ribasso. In otto Stati membri i costi dell’elettricità sono invece cresciuti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli incrementi maggiori sono stati osservati in Svezia, dove il prezzo è aumentato del 18,8%, e in Finlandia, con una crescita del 18,7%. La Bulgaria ha registrato un aumento del 14,2%.

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