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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Dopo il sisma, il Tigem riaccende i laboratori: cosa succede ora

La collaborazione tra enti e istituzioni ha permesso di mantenere attiva la ricerca, mentre il rientro nella sede dei Campi Flegrei procede con prudenza.

La continuità del lavoro scientifico è stata possibile anche grazie alla collaborazione di DeA Capital Real Estate SGR, proprietaria del complesso ex Olivetti che ospita il Tigem. Un sostegno concreto è arrivato inoltre da diverse realtà accademiche e di ricerca della Campania.

Università degli Studi di Napoli Federico II, CEINGE-Biotecnologie Avanzate, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli e Scuola Superiore Meridionale hanno messo a disposizione locali e strumenti, consentendo ai ricercatori di proseguire le attività durante le settimane successive al terremoto.

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Scade domani
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Il rientro procede con accessi limitati

Il ritorno nella sede dei Campi Flegrei è ormai iniziato, ma viene gestito senza riaprire completamente gli spazi in un’unica soluzione. I gruppi di lavoro stanno riprendendo l’attività per tappe, con ingressi regolati e presenze contingentate.

Le ispezioni condotte dopo il sisma del 31 luglio non hanno rilevato problemi alla struttura dell’edificio. Restano tuttavia da completare alcuni lavori indispensabili per riportare laboratori e ambienti alla piena operatività.


Un centro chiave per le malattie rare

Nato nel 1994, l’Istituto Telethon di genetica e medicina riunisce oggi 26 gruppi di ricerca e più di 280 studiosi. Le competenze spaziano dalla genomica alla biologia molecolare e cellulare, passando per la bioinformatica e l’intelligenza artificiale.

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Il Tigem studia i processi biologici coinvolti nelle patologie genetiche rare e ha contribuito alla messa a punto di approcci di terapia genica giunti anche alla fase clinica. Dal 2016, inoltre, coordina per Fondazione Telethon il Programma Malattie Senza Diagnosi.


Dalla ricerca alla formazione

Il programma si appoggia a una rete composta da 22 ospedali pediatrici. Finora sono stati esaminati oltre 1.000 casi e sono state ottenute più di 500 diagnosi, con risposte concrete per numerose famiglie alle prese con malattie ancora prive di identificazione.

Accanto alla ricerca e all’attività clinico-scientifica, l’istituto forma nuovi specialisti attraverso percorsi di dottorato e programmi post-dottorato. Le opportunità sono rivolte anche a giovani studiosi e ricercatori provenienti dall’estero.

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