Delfin, Basilico non vende il 12,5% a Lmdv
La proposta da 3,5 miliardi è stata respinta per prezzo, debiti e assenza di volontà di vendere
Rocco Basilico non ha dato seguito alla proposta di Leonardo Maria Del Vecchio per rilevare il suo 12,5% di Delfin.
Lancome
-20% sui pacchetti da Lancôme
Dividendi ancora bloccati
La capacità di Lmdv di ottenere nuovo credito è indebolita anche dall’assenza di dividendi distribuiti ai soci di Delfin. Tre degli otto partecipanti, Luca, Clemente e Paola Del Vecchio, si oppongono infatti alla loro erogazione.
Il contrasto sta rallentando la successione legata all’eredità di Leonardo Del Vecchio, scomparso quattro anni e mezzo fa. La mancata intesa mantiene quindi congelato il flusso di risorse che potrebbe sostenere le esigenze finanziarie di Lmdv.
Il possibile ricorso alle banche
Lmdv potrà trasferire il proprio pacchetto di azioni Delfin nella società Lmdv Fin soltanto il 31 marzo. Dopo quella data potrebbe rivolgersi nuovamente agli istituti che lo hanno già finanziato, tra cui Unicredit e Indosuez, offrendo in garanzia le azioni della società che deterrà il 12,5%.
La garanzia avrebbe però margini limitati. Il pegno consentirebbe di esercitare i diritti di voto, ma non permetterebbe di disporre liberamente delle azioni Delfin: per venderle servirebbe il consenso degli altri 7 soci della holding. Gli istituti di credito dovrebbero inoltre verificare che la redditività dell’operazione sia sufficiente a coprire gli interessi.
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La proposta per la quota di Basilico
L’offerta arrivata dagli avvocati di Leonardo Maria Del Vecchio riguardava la partecipazione di Basilico e attribuiva al 12,5% un valore di 3,5 miliardi. La valutazione risultava inferiore di circa il 30% rispetto al valore netto patrimoniale di Delfin, le cui partecipazioni, considerate ai prezzi di Borsa, valgono circa 40 miliardi.
Basilico aveva invece indicato in 4,3 miliardi il valore della propria quota durante un’assemblea di Delfin, convocata anche per discutere il trasferimento della partecipazione a una società interamente controllata. A pesare sul mancato seguito alla proposta sono stati anche la volontà dell’azionista di non vendere per ora e i dubbi sulla solidità finanziaria dell’offerente.
I precedenti dell’operazione
Lmdv aveva già tentato in primavera di acquistare il 25% di Delfin detenuto da Luca e Paola, disponibili a cederlo per 10 miliardi. Il progetto non era però arrivato a compimento dopo che il consiglio di amministrazione di Delfin aveva rifiutato di garantire alle banche il riacquisto del 37,5% allo stesso prezzo.
Dopo il fallimento dell’intesa, Del Vecchio non partecipò all’assemblea del 31 giugno, dove avrebbe potuto confrontarsi con gli altri soci. Ad agosto lasciò inoltre tutti gli incarichi in EssilorLuxottica, interrompendo il rapporto con Francesco Milleri.
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