Del Vecchio contro Milleri: «Chi perde il 50% dovrebbe preoccuparsi
Leonardo Maria Del Vecchio difende le volontà del padre e spiega perché ha scelto di allontanarsi da EssilorLuxottica, criticando la gestione del gruppo.
Leonardo Maria Del Vecchio assicura di voler portare avanti le disposizioni testamentarie del padre, anche a costo di proseguire il confronto giudiziario sulla successione. «Non conta il mio rapporto con lui», ha affermato riferendosi a Francesco Milleri, sottolineando che il suo obiettivo resta rispettare la volontà di Leonardo Del Vecchio e arrivare alla chiusura di una vicenda che si trascina da tempo.
La successione resta il nodo centrale
Secondo Leonardo Maria Del Vecchio, il patrimonio ereditario, stimato in 40 miliardi, sarebbe di fatto condizionato da un lascito di 300 milioni destinato a Milleri e da alcune proprietà lasciate alla madre. «Si sta facendo guerra per 300 milioni», ha detto, sostenendo che soltanto l'1% dell'eredità risulta interessato dal contenzioso.
La disputa ha portato alcuni fratelli ad accettare l'eredità con beneficio d'inventario. Da questa situazione, ha spiegato, è derivato anche il blocco dei dividendi di Delfin. L'imprenditore ha inoltre ricordato che il progetto di scalata alla holding presupponeva la conclusione della successione: a suo dire, non era stato pensato per pagare Milleri, ma per chiudere la pratica e attuare le indicazioni paterne.
Il distacco da EssilorLuxottica
A margine dell'intervista a Pulp Podcast di Fedez, Del Vecchio ha raccontato di vivere una fase positiva sul piano personale, anche grazie alla figlia. La sua uscita dall'operatività di EssilorLuxottica, però, sarebbe legata soprattutto ai risultati del gruppo e alla responsabilità connessa al cognome che porta.
Il rapporto privato con Milleri, ha chiarito, non sarebbe il tema decisivo. Del Vecchio ha ricordato di aver sostenuto l'amministratore delegato quando i risultati erano soddisfacenti, ma di non voler più esporsi per una società nella quale, a suo giudizio, i dipendenti hanno affrontato il blocco degli stipendi mentre il manager registrava una perdita del 50%.
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La critica alla gestione del gruppo
Rispondendo alle domande sul calo in Borsa di EssilorLuxottica, Del Vecchio ha attribuito la difficoltà a una discontinuità nella guida strategica dopo la scomparsa del fondatore. «L'onda lunga di mio padre è finita. Dopo non c'è stata la visione adeguata, evidentemente», ha dichiarato.
Il giudizio più duro è stato rivolto a Milleri, che guida una società con una partecipazione del 30% riconducibile a Delfin e il restante 70% distribuito sul mercato. «Lui che perde il 50% dovrebbe essere un attimo più teso», ha detto Del Vecchio, osservando che il manager dovrebbe rispondere dei risultati di una società quotata, pur con le particolarità dell'assetto azionario.
L'obiettivo indicato dal figlio
Del Vecchio ha infine ribadito che le azioni legali legate al beneficio d'inventario continueranno. Ha spiegato di voler difendere ciò che il padre aveva stabilito e di considerare prioritario completare la successione, una vicenda che, secondo le sue parole, dura ormai da troppo tempo.
Nel congedarsi, ha riconosciuto al padre il merito di aver lasciato ai figli la possibilità di agire e, almeno, di non compromettere quanto costruito. La sua posizione, ha precisato, non nasce dal desiderio di colpire personalmente Milleri, ma dalla volontà di tutelare l'eredità e il nome della famiglia.
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