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Economia 1 min di lettura3 ore fa

Debito pubblico, allarme Corte dei conti: l’avanzo va rafforzato

Il rapporto debito/Pil resta in linea con il Psb, ma la traiettoria preoccupa e rende necessario un avanzo primario più solido

La Corte dei conti lancia un avvertimento sulla tenuta dei conti pubblici: il livello del debito rispetto al Pil appare coerente con le indicazioni del Psb, ma l’andamento nel tempo mostra segnali di debolezza. Per questo, secondo la magistratura contabile, il bilancio dello Stato dovrà puntare a un avanzo primario più consistente.


La traiettoria resta il punto critico

Nel documento depositato durante l’audizione sul Dpfp, la Corte distingue tra il valore raggiunto dall’indicatore e la sua evoluzione. Il primo elemento risulta sostanzialmente compatibile con il quadro delineato dal Psb; il secondo, invece, evidenzia una dinamica «in significativo affanno».

L’attenzione si concentra quindi non soltanto sulla misura del rapporto debito/Pil, ma soprattutto sulla difficoltà di ridurlo o mantenerlo sotto controllo nel tempo. In uno scenario simile, i Paesi con un’esposizione elevata risultano maggiormente vulnerabili alle reazioni dei mercati finanziari.

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Più rigore sull’avanzo primario

Proprio l’esposizione alle pressioni finanziarie rende, a giudizio della Corte, «urgente per la politica di bilancio del nostro Paese» adottare ogni misura utile a rafforzare l’avanzo primario. Il documento indica per il 2029 un obiettivo pari al 2,4 per cento.

La raccomandazione riguarda anche il modo in cui affrontare eventuali nuove crisi, come quella legata all’energia. In presenza di shock, viene suggerito di evitare interventi compensativi generalizzati e non selettivi, così da non indebolire il percorso di consolidamento dei conti pubblici.

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