Debito, il 2029 resta decisivo: l’allarme dell’Upb
Le nuove simulazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio rinviano la discesa del rapporto debito/Pil e indicano maggiori costi per gli interessi.
La riduzione del peso del debito pubblico sull’economia potrebbe arrivare più tardi del previsto. Le simulazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio indicano infatti il 2029 come primo anno di calo del rapporto tra debito e Pil, con uno slittamento di dodici mesi rispetto alle indicazioni contenute nel Dpfp.
La discesa del debito slitta
Il dato è stato illustrato dalla presidente dell’Upb, Lilia Cavallari, durante l’audizione dedicata al Documento programmatico di finanza pubblica. Il quadro elaborato dall’organismo parlamentare descrive quindi una traiettoria meno favorevole rispetto a quella ufficiale, almeno per quanto riguarda i tempi di inversione del rapporto.
Cavallari ha spiegato che, secondo le proiezioni dell’Upb, “il rapporto tra debito pubblico e Pil inizierebbe a ridursi soltanto nel 2029”, mentre il Dpfp colloca questo passaggio un anno prima. La differenza riguarda dunque il momento in cui dovrebbe cominciare la discesa dell’indicatore, non l’obiettivo finale della sua riduzione.
Interessi più pesanti sui conti
A rendere più esposta la dinamica del debito sono anche le condizioni alle quali lo Stato riesce a finanziarsi. L’Upb ha aggiornato le proprie valutazioni utilizzando le aspettative dei mercati calcolate sulla media dei dieci giorni precedenti il 2 ottobre.
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Da queste ipotesi emerge una spesa per interessi superiore a quella prevista nel Dpfp: nel 2029 l’incremento stimato sarebbe di circa 4,5 miliardi di euro. La presidente dell’Upb ha indicato proprio il peggioramento delle condizioni di finanziamento come “un ulteriore elemento di rischio” per l’evoluzione dei conti pubblici.
Il rapporto può arrivare al 138,4%
Applicando le stesse condizioni di mercato, il rapporto debito/Pil raggiungerebbe il 138,4% nel 2029. Si tratterebbe di un livello più alto di circa 1,8 punti percentuali rispetto alla previsione contenuta nel quadro programmatico del Dpfp.
L’analisi non si limita a una singola stima: le simulazioni probabilistiche dell’Upb confermano infatti la presenza di rischi orientati verso valori più elevati lungo la traiettoria ufficiale del debito. L’esito resta quindi legato anche all’andamento dei costi di finanziamento, che può modificare il profilo previsto per i prossimi anni.
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