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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Creatività sotto pressione: AI e pirateria, chi difende il lavoro umano

Daren Tang e Fapav riportano al centro il valore economico dell’autore, tra opere diffuse illegalmente e nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.

Chi crea immagini, musica e storie rischia di vedere riconosciuto sempre meno il proprio contributo, mentre cambiano sia la distribuzione delle opere sia gli strumenti per produrle. Da una parte c’è la pirateria, che sottrae denaro a imprese e professionisti; dall’altra l’intelligenza artificiale solleva interrogativi sul ruolo dell’autore e sulla tutela della sua creatività.

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L’autore umano resta il nodo

La questione è stata affrontata da Daren Tang, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale, durante “Dreamers - Feel the Beat Edition”, appuntamento promosso da Fapav alla ventunesima Festa del Cinema di Roma. Nell’occasione, a Tang è stata assegnata anche la Medaglia della Camera dei Deputati.

Secondo Tang, la protezione della creatività non può limitarsi alla lotta contro la diffusione illegale dei contenuti. «Proteggere questa creatività significa contrastare la pirateria, ma nell’era dell’intelligenza artificiale significa anche garantire che l’autore umano rimanga al centro del sistema della proprietà intellettuale», ha affermato nel corso dell’incontro.

Il tema riguarda il futuro di un intero modello produttivo. Prima che un film raggiunga il pubblico servono finanziamenti, competenze e tempo; lo stesso vale per una colonna sonora o per qualsiasi altra opera destinata alla circolazione digitale. La rapidità con cui un contenuto può essere condiviso, quindi, non elimina le risorse necessarie per realizzarlo.

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Il danno supera la visione illegale

A richiamare le conseguenze economiche della pirateria è stato Federico Bagnoli Rossi, presidente di Fapav. La federazione considera lo sfruttamento senza autorizzazione un prelievo che colpisce non soltanto chi detiene i diritti, ma anche gli investimenti e le opportunità professionali nel settore dello spettacolo.

«Un gigantesco furto di valore che sottrae risorse alle imprese, agli autori e ai lavoratori dello spettacolo, penalizzando gli investimenti e mettendo a rischio posti di lavoro», lo ha definito Bagnoli Rossi. Il mancato ritorno economico di una singola opera può ridurre, nel tempo, i fondi disponibili per nuovi progetti, per il sostegno alle professionalità e per l’ingresso di nuovi talenti.

Pirateria e intelligenza artificiale rappresentano dunque problemi diversi, ma si incontrano sullo stesso terreno: la possibilità di continuare a trasformare la creatività in un’attività sostenibile. Il richiamo di Tang indica nella centralità della persona il criterio con cui affrontare l’evoluzione tecnologica, senza ignorare le condizioni economiche che rendono possibile la produzione culturale.

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