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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Container, il Mediterraneo cresce del 7% nel 2025

Il report Srm prevede 102 milioni di teu movimentati nel 2030, con una crescita del 15% in cinque anni.

Il traffico di container nel Mediterraneo è aumentato del 7% nel 2025 rispetto all’anno precedente. Per il 2026 è atteso un ulteriore incremento del 3,3%, nonostante le tensioni che interessano le principali rotte marittime.

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Le previsioni fino al 2030

Secondo le elaborazioni di Srm sui dati Drewry, nel 2025 nel Mediterraneo sono stati movimentati 89,2 milioni di teu, unità equivalente a un container da 20 piedi. Entro il 2030 il volume dovrebbe raggiungere quota 102 milioni, con un progresso complessivo del 15%.

Nello stesso arco temporale, il traffico mondiale è previsto in aumento del 17%. L’Asia potrebbe segnare un +20%, mentre il Nord America si fermerebbe al +12%, sotto la crescita stimata per l’area mediterranea.


Rotte più lunghe e merci consegnate

Il dato regionale resta superiore a quello globale anche nelle prospettive di breve periodo. Nel 2025 il traffico mondiale di teu è salito del 6,4%, mentre per il 2026 la previsione indica un’espansione del 2,8%, inferiore al risultato atteso nel Mediterraneo.

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Alessandro Panaro, responsabile Maritime & energy di Srm, ha spiegato che le crisi hanno modificato soprattutto i tempi e l’organizzazione dei trasporti, senza ridurre i volumi. «Le imprese che hanno avuto bisogno di materiali o hanno dovuto esportarli, in container, hanno mantenuto i loro volumi invariati», ha dichiarato.


Suez e Hormuz sotto pressione

Il rapporto, intitolato “Il Mediterraneo, un mare da 102 milioni di teu”, sarà presentato oggi alla Naples shipping week, in programma fino a domenica, durante la Port & shippingtech conference.

La crescita è proseguita mentre il passaggio attraverso Suez è stato condizionato dagli attacchi degli Houthi alle navi, al momento sospesi. A Hormuz, invece, le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno continuato a pesare sui collegamenti. Per evitare le aree a rischio, alcune navi hanno circumnavigato l’Africa, allungando i tempi di consegna e costringendo le aziende a rivedere la gestione delle scorte.

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