Consumi elettrici, settembre da record: la domanda sale del 6,5%
Il fabbisogno raggiunge 27,8 TWh, mentre nei primi nove mesi le rinnovabili coprono il 42,1% dei consumi nazionali.
A trainare il bilancio elettrico del 2026 non sono soltanto le industrie ad alto consumo. A luglio, secondo l’ultimo dato disponibile dell’indice Imser di Terna, il terziario ha utilizzato il 6,5% di energia in più rispetto allo stesso mese del 2025, toccando il livello più alto dall’inizio delle rilevazioni, avviate nel 2019. Tra gennaio e luglio l’incremento del comparto è stato dell’1,9%.
Per le imprese energivore, invece, settembre si è chiuso con una variazione quasi nulla, pari al +0,2%. L’indice Imcei, che prende in esame circa mille aziende industriali, resta comunque positivo nel cumulato dei primi nove mesi: +3,3%.
GioiaPura
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Più impianti, ma produzione discontinua
Nel solo mese di settembre il sistema nazionale ha aggiunto 675 MW di nuova potenza rinnovabile. Dall’inizio dell’anno le installazioni hanno raggiunto circa 5,3 GW, portando la capacità complessiva a 88,8 GW: 48,3 GW arrivano dal fotovoltaico e 14 GW dall’eolico.
Anche gli accumuli elettrochimici continuano a crescere. La capacità disponibile ha raggiunto 20 GWh, a fronte di una potenza nominale pari a 8,3 GW. L’aumento degli impianti, tuttavia, non garantisce da solo una crescita equivalente dell’energia prodotta, che dipende dall’andamento delle risorse naturali.
Il caldo spinge i consumi di settembre
Il dato più significativo riguarda il fabbisogno elettrico mensile: a settembre l’Italia ha richiesto 27,8 TWh, il valore più elevato registrato per questo mese dal 2014. La variazione annua è stata del 6,5%, mentre la serie positiva si è allungata fino a comprendere tredici mesi consecutivi.
Le condizioni meteorologiche hanno contribuito al risultato. La temperatura media è stata di circa 2°C superiore a quella di settembre 2025, favorendo l’uso dei sistemi di climatizzazione. Anche depurando il confronto dall’effetto termico, però, la domanda avrebbe segnato un aumento del 4,6%.
La crescita ha coinvolto tutte le macroaree, seppure con intensità differenti: il Nord ha registrato un +5,3%, il Centro un +7,7%, mentre Sud e isole hanno raggiunto +8,3%.
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Termoelettrico e importazioni in aumento
La generazione netta nazionale si è attestata a 24 TWh, con un progresso del 6,5%. Gli impianti italiani hanno coperto l’85,2% della richiesta, mentre il 14,8% rimanente è arrivato dagli scambi con l’estero.
Per sostenere il maggiore assorbimento di energia sono aumentate sia le importazioni, salite del 7,7%, sia la produzione termoelettrica, cresciuta del 14,7%. Quest’ultima ha contribuito soprattutto nei momenti di maggiore pressione sulla rete, quando la potenza richiesta ha raggiunto 56,1 GW.
Nel periodo compreso tra gennaio e settembre, il fabbisogno nazionale è cresciuto di circa 12 TWh, pari al 5,2% in più rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. Sul fronte delle fonti pulite, la produzione è aumentata dell’1,1%: il fotovoltaico ha segnato +20,5% e l’eolico +7%.
Rinnovabili al 42,1% nel periodo
A settembre le fonti rinnovabili hanno generato 10,9 TWh, coprendo il 39,4% dei consumi del mese. Il risultato complessivo è rimasto quasi invariato su base annua, con un incremento dello 0,6%.
La spinta maggiore è arrivata dal fotovoltaico, che ha prodotto il 27,1% in più rispetto a settembre 2025. Il dato è stato in gran parte compensato dal calo dell’idroelettrico, sceso del 29,2%. L’eolico ha guadagnato lo 0,8%, le bioenergie il 3,5%, mentre la geotermia ha perso il 2,6%.
Considerando i primi nove mesi del 2026, le fonti rinnovabili hanno soddisfatto il 42,1% della domanda elettrica italiana. Il dato mette in evidenza la distanza che può emergere tra la potenza installata e l’energia effettivamente disponibile, legata anche alla variabilità del sole, del vento e delle precipitazioni.
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