Cassa integrazione, l’ex Ilva porta la protesta nello scalo genovese
I dipendenti di Cornigliano hanno raggiunto l’area imbarchi del Colombo per sollecitare una risposta del governo sull’aumento della cassa integrazione
La mobilitazione dei lavoratori dell’ex Ilva di Cornigliano si è spostata all’aeroporto di Genova. I dipendenti sono entrati nella zona imbarchi del Colombo e hanno annunciato l’occupazione dello scalo, lasciando comunque libero un passaggio per consentire ai passeggeri di raggiungere i gate.
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La protesta entra in aeroporto
Dopo aver garantito il transito ai viaggiatori, gli operai si sono seduti sul pavimento dell’area partenze. La contestazione è stata accompagnata da cori e dal rumore dei caschi battuti a terra, in una nuova iniziativa dello stato di agitazione già avviato nelle acciaierie.
Al centro della protesta c’è la decisione dei commissari di chiedere un ampliamento della cassa integrazione. La richiesta è collegata alla carenza di approvvigionamenti di coils, elemento che secondo i lavoratori sta aggravando la situazione dello stabilimento.
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Pressioni sul governo per una risposta
La mobilitazione è stata organizzata a oltranza: i dipendenti chiedono un intervento immediato del ministero dopo la comunicazione inviata tramite posta elettronica certificata venerdì. Nel mirino ci sono anche i commissari, nominati dal governo, ai quali viene chiesto di fornire chiarimenti sulla gestione della vertenza.
Armando Palombo, esponente della Fiom, ha promesso che il presidio non verrà sciolto senza risposte: «Resteremo qui finché questo governo non ci dà una risposta. Finché il governo, che ha messo i commissari, non fa alzare il culo ai commissari da Roma e ci dà una risposta chiara, molto chiara». La frase è stata accolta dagli applausi e dai cori degli altri lavoratori presenti.
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