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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Camionisti, scatta l’identificazione: i presidi rischiano conseguenze penali

Il ministro Urso riferisce alla Camera sulle proteste nel Mezzogiorno e sull’intervento del Viminale per liberare le strade.

Le stesse organizzazioni degli autotrasportatori avrebbero sollecitato il Ministero dell’Interno a intervenire per sciogliere i presidi allestiti nel Sud. Lo ha riferito Adolfo Urso durante il question time alla Camera, illustrando la posizione del Viminale sui blocchi dei camion.

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Anche i trasportatori chiedono lo sgombero

Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, la richiesta avanzata dalle associazioni rappresenta un elemento significativo nel quadro della protesta. Le organizzazioni di categoria, ha spiegato, si sarebbero rivolte direttamente alle autorità per ottenere la rimozione dei blocchi.

Urso ha definito questo passaggio emblematico, collegandolo alla necessità di ripristinare la circolazione nelle aree interessate dalle manifestazioni degli autotrasportatori.

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Identificazioni in corso per liberare le strade

Nel corso della risposta parlamentare, il ministro ha comunicato che il Viminale sta procedendo a identificare le persone coinvolte nei presidi, anche con l’obiettivo di consentire lo sgombero delle strade.

La contestazione può riguardare anche situazioni in cui viene impedito il transito soltanto ai mezzi pesanti mentre le automobili continuano a passare. In base a quanto riferito da Urso, «impedire il passaggio dei soli camion configura comunque un blocco stradale», fattispecie che può comportare conseguenze penali, compresa la detenzione.

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