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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Calabria, il gasolio ferma i pescherecci: protesta sulla Statale 106

A Corigliano-Rossano pescatori, agricoltori e allevatori hanno manifestato insieme contro il peso crescente dei costi di gestione.

La mobilitazione ha ricevuto il sostegno di Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Regione, e di diversi sindaci del territorio. Tra gli amministratori presenti anche Flavio Stasi, primo cittadino di Corigliano-Rossano.

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Gli agricoltori chiedono risposte

Mario Oliveto, agricoltore e allevatore di Corigliano-Rossano, ha riferito che le categorie coinvolte attendono da 15 giorni un’attenzione concreta da parte del governo. Ha ricordato le presenze ai sit-in organizzati in Calabria, Puglia, Sicilia e in altre zone d’Italia, lamentando l’assenza del tema dal dibattito pubblico.

Secondo Oliveto, la protesta non è indirizzata contro qualcuno, ma nasce dalle difficoltà quotidiane di lavoratori e famiglie. Il rincaro delle spese, ha spiegato, sta mettendo sotto pressione l’intero comparto agricolo e zootecnico.


Il caro gasolio blocca la pesca

Alla mobilitazione contro l’aumento del carburante si sono uniti anche i pescatori, colpiti dall’impennata dei costi operativi. La loro adesione ha ampliato la protesta già portata avanti da agricoltori e allevatori in Calabria.

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Un manifestante ha descritto così la situazione: «Il costo del gasolio per noi pescatori si è triplicato e nella nostra attività pesa per l’80%». Le imbarcazioni, dal valore di centinaia di migliaia di euro, restano ormeggiate perché le spese necessarie per uscire in mare non sono più sostenibili.


Il sit-in sulla Statale 106

La manifestazione si è tenuta in mattinata lungo la Statale 106, nel territorio di Corigliano-Rossano. Il presidio ha riunito rappresentanti della pesca, del settore agricolo e degli allevamenti, tutti accomunati dalla richiesta di interventi contro il caro energia e l’aumento dei costi d’impresa.

Oliveto ha sollecitato un intervento immediato dell’esecutivo: «Chiediamo al governo che ci prenda in considerazione e che faccia degli accordi immediatamente con dei paesi che ci diano il petrolio a prezzi calmierati perché noi non possiamo andare avanti così». La richiesta è quella di ottenere forniture a condizioni meno onerose per garantire la continuità delle attività.

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