Borse, il mercato teme il conto dell’AI: Prysmian corre a Milano
Gli investitori valutano bilanci e flussi di cassa mentre petrolio e gas risalgono per le tensioni vicino allo Stretto di Hormuz.
Il tema più delicato per gli investitori non è soltanto la crescita della domanda legata all’intelligenza artificiale, ma anche il modo in cui questa espansione viene finanziata. «Il mercato si chiede sempre più spesso non solo se la domanda di AI sia reale, ma anche chi la stia finanziando, a quali condizioni e con quale margine di sicurezza», osservano da Tickmill Group.
L’attenzione si è così spostata sulla qualità dei bilanci, sulla sostenibilità del debito e sulla capacità delle società tecnologiche di trasformare gli investimenti in flussi di cassa. La stagione dei risultati trimestrali, intanto, prosegue sia in Europa sia negli Stati Uniti, con Meta e Tesla attese alla verifica dei conti.
GioiaPura
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Energia sotto pressione geopolitica
Il nuovo rialzo delle materie prime energetiche aggiunge un elemento di cautela agli scambi. Gli attacchi contro le navi nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz alimentano i timori per la continuità delle spedizioni e riportano il Brent a 110,37 dollari al barile, in aumento dell’1,45%.
Anche il Wti si avvicina nuovamente alla soglia dei 100 dollari, raggiungendo quota 99,11 dollari dopo un progresso dell’1,32%. Il mercato guarda ora ai dati statunitensi sulle scorte e sulla produzione di greggio. Nel frattempo, il gas naturale ha ripreso a salire fino a 87,9 euro per megawattora, con un incremento del 3,4%.
Prysmian guida i rialzi italiani
A Milano gli acquisti premiano soprattutto i comparti più esposti alla tecnologia e all’energia. Technoprobe guadagna oltre il 2,5%, mentre Prysmian e STMicroelectronics avanzano in vista, per quest’ultima, della pubblicazione dei risultati prevista la prossima settimana.
Il rincaro del petrolio sostiene anche Eni, Saipem e Tenaris. Più deboli risultano invece le banche e Nexi arretra in fondo al paniere principale. Fuori dal listino maggiore, Salvatore Ferragamo scende dopo una relazione sui primi nove mesi complessivamente in linea con le attese, ma caratterizzata da vendite inferiori nel terzo trimestre.
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A Parigi, al contrario, EssilorLuxottica arriva a guadagnare oltre l’11% grazie a ricavi trimestrali cresciuti del 9%, fino a 7,49 miliardi.
Europa cerca un recupero
Il miglioramento della propensione al rischio arriva dopo diversi giorni di vendite sui titoli tecnologici. A favorirlo hanno contribuito anche i risultati di Space X, salita del 9,3% dopo aver comunicato un aumento del fatturato del 161% nel terzo trimestre, oltre le previsioni di Wall Street. Il ramo dedicato all’intelligenza artificiale è cresciuto di nove volte e resta sullo sfondo l’ipotesi di una fusione con Tesla.
Nel complesso, i principali listini europei si muovono intorno alla parità: il FTSE MIB, il CAC 40, il DAX 40, l’IBEX 35 e l’AEX. A Londra il FTSE 100 appare più arretrato, anche per il dato sull’inflazione, salita al 3,5% annuo a settembre.
Il quadro internazionale resta comunque misto. Nella seduta asiatica il Nikkei di Tokyo ha guadagnato oltre un punto percentuale, mentre i mercati cinesi hanno terminato in ribasso. Il giorno precedente, Wall Street aveva chiuso con un andamento divergente: Dow Jones e S&P 500 erano saliti, sostenuti da diverse trimestrali positive e dalla precedente discesa del petrolio, mentre i titoli collegati all’intelligenza artificiale avevano continuato a subire pressioni.
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