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Economia 2 min di lettura4 giorni fa

Borse europee in spinta: petrolio giù e occhi puntati su Hormuz

Listini in progresso grazie al calo di energia e gas, mentre restano centrali le mosse diplomatiche sul Medio Oriente e il mercato dei titoli di Stato appare più calmo.

La seduta europea prende quota soprattutto per il sollievo arrivato dal mercato dell’energia. Il ribasso di petrolio e gas sta infatti sostenendo gli indici, mentre sullo sfondo continua a pesare il dossier Medio Oriente, con l’attenzione concentrata sulla possibile riapertura dello stretto di Hormuz e sugli sforzi diplomatici in corso.

Sul valutario l’euro avanza a 1,1391 dollari. Nel frattempo, dopo i movimenti della vigilia, anche i titoli di Stato mostrano una fase più tranquilla: i rendimenti si muovono poco e lo spread resta fermo su livelli contenuti.


Tecnologia e banche guidano i listini

A beneficiare di più del clima di mercato è lo Stoxx 600, che sale dello 0,8%. In testa si muovono Madrid, con un progresso dell’1,1%, e Francoforte, che cresce dello 0,9%; seguono Londra (+0,5%) e Parigi (+0,4%).

Il comparto più vivace è quello tecnologico, in aumento dell’1,8%, con il tema degli investimenti nell’intelligenza artificiale ancora al centro dell’attenzione. Bene anche le banche (+1,3%) e le assicurazioni (+0,7%), mentre le utility avanzano dell’1% anche grazie alla flessione del gas.


Energia sotto pressione, oro in rialzo

A pesare sul settore energetico è il calo delle materie prime: il comparto perde l’1,7% e si allinea alla debolezza del petrolio. Il Wti arretra dell’1,7% a 93,01 dollari al barile, mentre il Brent cede l’1,3% e scende a 105,24 dollari.

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Ad Amsterdam il gas naturale scende del 4,7% fino a 71,61 euro al megawattora. In controtendenza l’oro, che guadagna lo 0,8% e arriva a 4.294 dollari l’oncia, segnale di una domanda che resta vivace nonostante il clima più sereno sui mercati azionari.


Titoli di Stato fermi, spread invariato

Sul mercato obbligazionario i movimenti restano limitati. Lo spread tra Btp e Bund si colloca a 93 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,53% e quello tedesco al 3,60%.

Tra i settori in progresso ci sono anche il lusso, che sale dello 0,7%, e le auto, in crescita dello 0,3%. Il quadro complessivo, però, continua a dipendere in larga parte dall’evoluzione del conflitto e dalle possibili ricadute sulla navigazione nello stretto di Hormuz.

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