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Economia 1 min di lettura43 min fa

Blocchi stradali, scatta il giro di vite: 1.339 controlli e 71 denunce

Il Viminale intensifica le verifiche, organizza la scorta ai trasporti e richiama prefetti e questori sul rischio di infiltrazioni criminali.

Sono 1.339 le persone sottoposte a identificazione nell’ambito dei controlli avviati dal ministero dell’Interno contro i presidi stradali irregolari. L’operazione ha interessato soprattutto la Campania, dove i blocchi hanno creato ostacoli alla circolazione e alle attività di trasporto.

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Controlli e sanzioni già scattati

Il bilancio comprende 71 denunce e 242 provvedimenti amministrativi. Le verifiche puntano a individuare chi occupa la sede stradale senza autorizzazione, provocando rallentamenti o impedendo il normale passaggio dei veicoli.

L’attività delle forze dell’ordine prosegue con un’azione estesa sul territorio. L’obiettivo indicato dal Viminale è intervenire sulle situazioni capaci di compromettere la viabilità e il regolare svolgimento delle attività economiche.


Scortati 500 mezzi in Campania

Durante la notte è stata predisposta anche la protezione per numerosi automezzi impegnati nei trasferimenti. Soltanto in Campania i mezzi accompagnati sono stati 500, consentendo lo svolgimento di diverse operazioni di carico e scarico.

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La misura ha permesso di mantenere attivi i collegamenti e di ridurre gli effetti dei presidi sulla movimentazione delle merci. Il ministero ha così affiancato agli accertamenti una gestione operativa dei trasporti nelle aree più esposte.


Piantedosi richiama i territori

In serata il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riunito in videocollegamento i prefetti e i questori delle province coinvolte. Al centro dell’incontro è stata posta la necessità di seguire con particolare cautela ogni possibile presenza della criminalità organizzata nelle proteste.

Ai responsabili territoriali è stata chiesta la massima attenzione sul rischio di infiltrazioni criminali. La riunione si è concentrata quindi sia sull’ordine pubblico sia sull’eventuale coinvolgimento di soggetti criminali nella gestione dei blocchi.

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