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Economia 2 min di lettura23 set

Bio in Italia, consumi record ma campi e aziende arretrano

Il mercato interno tocca il massimo storico, mentre nel 2025 si riducono superfici coltivate e numero di operatori; al convegno di Roma arriva anche il nuovo marchio nazionale.

Nel 2025 il biologico italiano mette insieme un risultato brillante e uno meno rassicurante: la spesa domestica sale ai livelli più alti di sempre, ma la base produttiva si restringe. A Roma, in occasione della Giornata europea del biologico, sono stati diffusi i numeri del report "Bio in cifre" di Ismea con Ciheam Bari, insieme al nuovo Marchio biologico italiano.


I consumi spingono, la produzione rallenta

Il dato più vistoso riguarda gli acquisti delle famiglie: rispetto al 2024 il valore dei consumi bio cresce del 9,2% e arriva a 4,4 miliardi di euro. Si tratta del picco più alto mai registrato, con un peso pari al 4% della spesa agroalimentare nazionale.

Il quadro, però, non è uniforme. Le superfici biologiche complessive scendono a 2,37 milioni di ettari, con un arretramento del 5,4% su base annua. Anche gli operatori del comparto risultano in flessione: le aziende agricole bio sono 85.443, mentre gli operatori totali si fermano a 95.386, in calo dell’1,8%.


Dove il biologico resta forte

Nonostante la frenata, alcune regioni continuano a correre più del resto del Paese. Sono otto, più la Provincia autonoma di Bolzano, le amministrazioni che hanno già oltrepassato l’obiettivo europeo del 25% di Superficie agricola utilizzata biologica. Nel 2025, nel complesso, la quota nazionale si attesta al 19,4% della Sau totale, pari a 2.377.749 ettari.

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Il report segnala inoltre che la contrazione riguarda soprattutto i terreni in conversione, diminuiti del 24,4%, con un impatto particolare sui prati-pascoli. Le superfici già certificate, invece, restano quasi invariate, con una lieve riduzione dello 0,5%.


Il nuovo marchio per i prodotti italiani

Nel corso dell’appuntamento è stato presentato anche il Marchio biologico italiano, destinato ad affiancare il logo Ue già in uso per il bio. Il simbolo, composto da tre foglie intrecciate nei colori verde, bianco e rosso, servirà a distinguere i prodotti ottenuti con materie prime coltivate o allevate in Italia.

Secondo quanto sottolineato dal Masaf, il marchio dovrà rafforzare la tutela delle produzioni nazionali e accompagnare lo sviluppo di un settore in cui l’Italia continua a occupare una posizione di rilievo nell’Unione europea.

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