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Economia 2 min di lettura2 ore fa

Biglietti aerei, il 2027 spaventa: rincari fino al 20%

Michael O’Leary prevede un’impennata dei prezzi in Europa, mentre Ryanair ha coperto soltanto una parte del carburante necessario per il prossimo anno.

Il mercato europeo dei voli potrebbe affrontare nel 2027 una delle fiammate tariffarie più forti degli ultimi anni. Secondo Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, il conflitto in Medio Oriente e il possibile rialzo del petrolio rischiano di far aumentare i biglietti fino al 20%.

La compagnia irlandese, inoltre, si presenta all’appuntamento con una protezione limitata dalle oscillazioni del carburante. Soltanto il 15% del fabbisogno previsto per il prossimo anno risulta coperto, mentre il restante 85% rimane esposto all’andamento dei prezzi energetici.

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Il carburante resta scoperto

Il dato sulle coperture è stato fornito da O’Leary durante una conferenza stampa a Bruxelles. «Per il prossimo anno siamo coperti solo per il 15%, mentre l’85% resta senza copertura», ha spiegato il manager, precisando che anche diversi altri vettori europei avrebbero una posizione simile.

Questa esposizione rende le compagnie più vulnerabili a eventuali nuovi rincari del petrolio. L’aumento dei costi potrebbe quindi riflettersi sui prezzi dei voli, ma anche ridurre la redditività dei vettori se i biglietti non riuscissero a compensare interamente la maggiore spesa.


Tariffe più alte, margini a rischio

L’ipotesi indicata dal vertice di Ryanair è quella di un incremento dei prezzi senza precedenti recenti per il trasporto aereo europeo. «Vedremo, a mio avviso, il più grande aumento delle tariffe aeree mai registrato in Europa», ha affermato O’Leary davanti ai giornalisti.

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Il trasferimento dei costi sui passeggeri, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente. Anche l’introduzione o l’aumento dei supplementi legati al carburante non garantirebbe alle compagnie la piena tutela dei margini operativi, soprattutto se il petrolio dovesse mantenersi su livelli elevati.


Ryanair prepara i prossimi mesi

La previsione arriva mentre Ryanair attende a gennaio il primo Boeing 737 Max 10. L’arrivo del nuovo aeromobile si inserisce nel quadro operativo della compagnia, ma non modifica il problema centrale evidenziato da O’Leary: l’incertezza sul costo del carburante resta una variabile decisiva per i conti del settore.

Per i viaggiatori, l’effetto più visibile potrebbe dunque essere rappresentato da biglietti più costosi nel 2027. L’entità effettiva degli aumenti dipenderà dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente, dal prezzo del petrolio e dalla capacità dei vettori di assorbire una parte dei costi senza trasferirla interamente alla clientela.

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