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Economia 1 min di lettura1 ora fa

Banche, Salvini alza la posta: «Almeno 5 miliardi

Il vicepremier replica ad Antonio Patuelli citando utili record, tassazione contenuta e il ridimensionamento della rete degli sportelli

Matteo Salvini respinge l’idea che il sistema bancario italiano sia stato penalizzato sul piano economico. Il vicepremier e ministro dei Trasporti interviene dopo le dichiarazioni di Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, e indica in almeno 5 miliardi di euro la soglia minima per un eventuale contributo a carico degli istituti.

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Salvini contesta l’allarme sui profitti

Secondo Salvini, il riferimento alla Costituzione e la denuncia di banchieri «mazzolati» non sarebbero coerenti con l’andamento dei risultati finanziari del settore. La serie degli utili mostra infatti una crescita costante: 25,5 miliardi di euro nel 2022, 40,6 miliardi nel 2023, 46,5 miliardi nel 2024 e 47,5 miliardi nel 2025.

Per l’anno in corso, inoltre, le previsioni indicano profitti superiori a 50 miliardi di euro. Il ministro collega una parte rilevante di questi guadagni agli interessi e alle commissioni sostenuti da cittadini, famiglie e imprese.


Il nodo della tassazione bancaria

Nel suo ragionamento, Salvini richiama anche il livello effettivo dell’imposizione fiscale. Nel 2025 il tax rate delle banche si è attestato al 19,2%, una percentuale che il vicepremier considera più bassa rispetto a quella applicata ad altre categorie di imprese.

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Da qui la richiesta di un prelievo aggiuntivo rivolto a uno dei comparti descritti come più solidi e protetti in Italia. «Sarà un intervento di assoluto buonsenso», ha affermato Salvini parlando del contributo da almeno 5 miliardi di euro.


Sportelli e occupazione in calo

Nel quadro delineato dal ministro c’è anche il ridimensionamento della presenza fisica degli istituti sul territorio. Tra il 2022 e il 2025 sono stati chiusi 2.510 sportelli bancari.

Nello stesso periodo, secondo i dati citati da Salvini, il settore ha ridotto l’organico di 12.900 dipendenti. Numeri che il vicepremier affianca a quelli sugli utili per sostenere la necessità di un contributo significativo da parte delle banche.

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