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Economia 2 min di lettura1 ora fa

Banche italiane, frodi da smartphone e perdite di oltre 10 milioni

Il 68% dei responsabili antifrode segnala danni in aumento; messaggistica e social sono i canali più usati

Le banche italiane registrano perdite da frode superiori a 10 milioni di dollari l’anno nel 76% degli istituti censiti. Il dato emerge da una ricerca condotta su 100 responsabili antifrode, antiriciclaggio e conformità.

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Rimborsi e nuove regole

Il 73% degli intervistati afferma che la propria banca sta preparando o applicando nuove procedure per i rimborsi in vista della Psd3. La normativa introdurrà ulteriori obblighi a carico degli istituti nei casi di truffa ai danni della clientela.

In Italia il rimborso volontario risulta più frequente rispetto alla media internazionale: due responsabili su tre dichiarano che la loro banca restituisce già il denaro ad almeno metà delle vittime. Il 78% del campione teme inoltre che i bonifici nell’area unica dei pagamenti in euro possano accrescere l’esposizione alle frodi.

Thomas Peacock, direttore dell’intelligence globale sulle frodi di BioCatch, ha spiegato: «Con la Psd3 destinata a introdurre nuovi obblighi di rimborso delle vittime di truffa a carico delle banche, qualsiasi aumento del rischio di frode legato ai bonifici Sepa potrebbe avere ripercussioni anche sui risultati economici degli istituti».


I canali più usati

Le truffe partono soprattutto dai dispositivi mobili. La messaggistica è indicata dal 54% dei responsabili, mentre le reti sociali raggiungono il 48% e le altre applicazioni per smartphone il 47%.

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Il 68% degli intervistati rileva un aumento delle perdite causate dalle frodi nel proprio istituto. Per il 21% di loro, la crescita viene definita significativa.


Il confronto internazionale

La quota italiana degli istituti con danni annuali superiori a 10 milioni di dollari supera di 25 punti percentuali la media globale. È inoltre il valore più alto tra i 17 Paesi inclusi nell’indagine.

La ricerca è stata commissionata a BioCatch, azienda attiva nella prevenzione delle frodi e dei reati finanziari, e ha coinvolto esponenti delle funzioni antifrode, antiriciclaggio e conformità delle banche italiane.

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