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Economia 2 min di lettura15 ott

Balneari, c’è una data chiave: Salvini porta il bando al tavolo Stato-Regioni

Gianmarco Mazzi annuncia la presentazione del modello di gara il 22 ottobre e assicura che il Governo sta lavorando sulle concessioni e sul tema della scarsità delle coste.

Il dossier sulle concessioni balneari entra in una nuova fase: il 22 ottobre Matteo Salvini presenterà il modello di bando alla Conferenza unificata Stato-Regioni. L’annuncio è arrivato da Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo, durante gli Stati generali dei balneari organizzati a Rimini.

Mazzi ha spiegato che i ministeri coinvolti stanno mantenendo un confronto continuo. La questione, ha sottolineato, è seguita dall’esecutivo e resta al centro del lavoro istituzionale, anche alla luce dei più recenti sviluppi sul quadro europeo.

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Il bando arriva al confronto istituzionale

Secondo quanto riferito da Mazzi, Salvini lo ha autorizzato a comunicare la data della presentazione. Il documento sarà quindi sottoposto al confronto nella sede che riunisce Governo, Regioni ed enti locali, con l’obiettivo di fornire un riferimento comune per le procedure riguardanti le concessioni.

Il ministro del Turismo ha definito la materia delicata e ha ricordato che il confronto sulla direttiva Bolkestein e sui suoi effetti è aperto dai primi anni Duemila. Il Governo, ha aggiunto, segue il dossier dall’inizio della legislatura e intende coordinare l’applicazione delle regole anche con i Comuni, attraverso indicazioni condivise.


La mappa delle coste riapre il nodo scarsità

Nel ragionamento dell’esecutivo pesa anche il lavoro del tavolo tecnico istituito presso la Presidenza del Consiglio. Il gruppo ha elaborato una ricognizione delle aree occupate, collegandola alla valutazione sulla disponibilità effettiva delle risorse costiere.

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Mazzi ha richiamato la differenza tra gli 8mila chilometri di costa comunemente indicati per l’Italia e una stima che può arrivare a 11mila chilometri, considerando l’articolazione del litorale, tra insenature, baie e piccole cale. Non tutte queste superfici sono naturalmente utilizzabili per la balneazione, ma il dato viene considerato rilevante nel confronto sulla scarsità.


Il Governo promette di tenere aperta la partita

Il ministro ha sostenuto che l’Italia continuerà a presentare le proprie posizioni e a cercare un coordinamento concreto con le amministrazioni locali. L’obiettivo indicato è trasformare il quadro generale in regole applicabili sul territorio, evitando interpretazioni disomogenee tra i diversi Comuni.

A rendere ancora aperto il dossier è stata anche un’ordinanza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che secondo Mazzi ha lasciato spazio a una discussione più ampia sull’effettiva scarsità delle risorse. «La partita non è ancora finita», ha dichiarato il ministro, ribadendo che il Governo intende proseguire il confronto per sostenere le richieste italiane.

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