Assemini esclusa dalla cessione Sanac, servirà una nuova gara
Massa, Vado Ligure e Gattinara ripartiranno con il nuovo gestore; per il sito sardo serve un altro bando ministeriale
Il Mimit ha autorizzato la cessione di tre stabilimenti Sanac a Erre Trading, ma il sito di Assemini, nel Cagliaritano, è rimasto escluso. Per il polo sardo sarà necessario avviare una nuova procedura di vendita.
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I sindacati chiedono un nuovo bando
La decisione ha riacceso la mobilitazione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil sollecitano il ministero a pubblicare rapidamente un nuovo avviso e a individuare un investitore interessato allo stabilimento sardo.
«La separazione dei quattro siti che abbiamo cercato di evitare per anni è diventata realtà: Assemini è stato sacrificato», hanno affermato Giampiero Manca, Mattia Carta e Davide Collu. I tre segretari territoriali hanno spiegato di aver appreso l’esito dell’operazione da una comunicazione inviata dalla struttura commissariale alle segreterie nazionali.
Il coordinamento unitario nazionale dei sindacati è stato convocato per il 4 novembre. In quella sede verranno valutate le prossime iniziative a tutela dei dipendenti coinvolti nella vertenza, aperta dal 2015.
Tre impianti passano a Erre Trading
L’autorizzazione riguarda le sedi di Massa Carrara, Vado Ligure e Gattinara. Per questi stabilimenti si apre quindi una nuova fase industriale sotto la gestione di Erre Trading, mentre il futuro di Assemini rimane legato all’esito di una nuova gara.
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Sanac, attualmente sottoposta ad amministrazione straordinaria, produceva materiali refrattari destinati soprattutto alle acciaierie. La crisi dell’azienda si è aggravata dopo le difficoltà dell’Ilva, il principale committente, con conseguenze anche sul sito sardo.
La crisi legata agli ordini dell’Ilva
Marianna Formica, coordinatrice nazionale Filctem per Sanac in As, ha ricordato che il sindacato aveva chiesto sia un unico proprietario per tutti gli stabilimenti sia continuità nelle commesse provenienti dall’ex Ilva. «Abbiamo sempre lavorato per proteggere tutti i dipendenti Sanac», ha dichiarato.
Secondo la sindacalista, il rapporto tra le due vertenze è stato richiamato poco nelle discussioni più recenti. La situazione dell’impianto di Taranto ha infatti determinato nuovamente lo spegnimento del forno di Assemini, aggravando le prospettive del polo sardo.
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